Più mi guardo intorno e più mi accorgo che ci sono persone che scelgono di inscatolarsi e sbattersi nella soffitta della loro vita, raccolgono polvere e si fanno bastare le cianfrusaglie che li circondano.

Perché decidiamo di bastarci? Perché ci convinciamo che quello che arriva ci basta? Perché non puntiamo tutti alle stelle? Perché, pur sapendo che alle stelle non ci arriveremo, non proviamo tutti a superare almeno le nuvole?
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Anche io in alcuni momenti della mia vita mi sono acomodata in soffitta ad aspettare. Aspettare che la noia e la paura mi affliggessero così tanto da farmi scappare. O aspettavo che la vita facesse saltare via il tetto di quella soffitta facendomi capire che era arrivato il momento di reagire.

Ci sono state volte in cui non ho puntato alle stelle perché non sapevo come arrivarci. O perché non mi sentivo all'altezza. Non ne sarei stata capace.

Volte in cui ho creduto che avrei potuto avere solo quello che avevo e non quello che desideravo.

Ma, fanculo, in tutte quelle volte qualcosa prima o poi in me scattava e mi faceva reagire. Lottare. Sceglievo un obbiettivo e decidevo di raggiungerlo.

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Sceglievo di contare. Sceglievo di crescere. Sceglievo di rischiare. Sceglievo di provare a vincere. Sceglievo di migliorare. Sceglievo di imparare dalla sconfitta.

Sceglievo di fare un ALL IN alla roulette della vita.
Hai mille modi per perdere e poche chance di vincere, e il banco si sa che vince sempre.

Ho rischiato tanto. Potevo finire in pezzi, e ci sono finita. Potevo rompermi il cuore o un osso, e li ho rotti. Ho sempre rimesso insieme i pezzi e, nonostante i dolori, ringraziavo per non essere una di quelle persone che vivono nella loro scatola. E ringraziavo la ragione per avermi fatto uscire dalla mia.

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Ragazzi, vivete senza paura. Temete solo voi stessi perché solo voi potete mettere un freno alla vostra intera vita. Il resto è solo fatica di passaggio che si chiama VIVERE.