"Ma, la notte so che pensi a me, amore."

"E quando arriva la notte la notte, e resto sola con me"

Queste sono solo alcune delle parole che persone molto più famose di me hanno riservato a questo delizioso periodo della giornata ma anche qui su questa piattaforma le sono state dedicate parole assai lusinghiere.

Avete proprio ragione, su WHI ci sono bizzeffe di articoli di questo tipo ma io mi affascino a leggerli uno dopo l'altro perché mi meraviglia vedere quanto sono personali, unici ed inimitabili i rapporti che ogni singolo essere vivente ha con la notte.

C'è chi si gode semplicemente quei dieci minuti prima di sprofondare tra le braccia di Morfeo, chi vuole prendersi un'oretta di silenzio, pace e tranquillità e chi invece non si fa scrupolo a vivere la notte così come il giorno, facendo i compiti o semplicemente lasciando sfogo alle proprie passioni, sprigionando la sua più pura e reale essenza.

Io, da brava indecisa, ricado in tutte e tre le categorie per il semplice fatto che, a mio parere, ogni notte è unica per cui voglio apprezzarla in modo diverso.

Ieri ad esempio, sono rimasta sveglia fino alle tre a cercare consigli di lettura, la notte prima ho dormito 12 ore quindi in realtà, la notte non l'ho quasi vista e quella prima ancora mi sono presa giusto trenta minuti per darci un taglio, per staccare la spina.

Questa a dire il vero è una cosa che cerco di fare tutte le notti a prescindere dall'ora in cui mi corichi. Li ho chiamati i 30 minuti di grazia: 30 minuti di puro silenzio, di pura pace dato che tutta la mia famiglia già dorme, trenta minuti in cui posso semplicemente contemplare il placido splendore con cui la notte ci avvolge.

Poi, questi trenta minuti possono diventare anche ore, ma durante il periodo scolastico (mio malgrado) non posso proprio permettermi di dormire tre ore e anche solo pensare di sopravvivere.

Mi piace prendermi questo tempo per me anche di mattina: lo uso per rendermi conto del mondo che mi circonda per abituarmi all'idea che devo abbandonare il mio caldo giaciglio.

Ma materialmente, che cosa fai di notte?

Esprimo me stessa, metto in pratica tutte le mie passioni tutto quello per cui, (crediti al mio spassionato romanticismo) morirei.

Leggo e mi lascio trasportare in una dimensione ultraterrena dove tutto sembra maledettamente più facile e a cui improvvisamente mi sento appartenere, non come qui dove mi sento perennemente un pesce fuor d'acqua.

Scrivo e dò vita a tutti quei personaggi, a tutte quelle storie che mi tengono compagnia nel resto della giornata o semplicemente cerco di riempire uno di quegli innumerevoli quaderni e diari che popolano il tavolo della taverna di casa mia, luogo dove spendo gran parte del mio tempo.

Ascolto la musica e grido senza fiatare, ballo sfiorando il pavimento e percepisco tutto quello che l'artista in questione ha da trasmettere.

Scorro per le pagine di wikipedia alla costante ricerca di nuove informazioni, di nuove nozioni che alimentino l'ardore del mio cuore e del mio cervello.

Ascolto podcast, principalmente quelli che parlano di paura o di paranormale perché adoro sentire il brivido dell'adrenalina, la scarica elettrica che mi trasmette la paura.

Guardo video su youtube di vario genere da Space Valley a Matt D'Avella, da Shanti Lives a Ruby Granger, dagli ASMR alle interviste delle celebrità, un degno sottofondo ad un'altra attività.

Spesso faccio anche due di queste cose insieme perché non ne ho mai abbastanza, perché non riesco a stare ferma e lascio che tutte queste sensazioni prendano il sopravvento facendomi sentire finalmente viva.

Spero di non avervi annoiato, che siate arrivati fino alla fine e che vi abbia tenuto compagnia.

E voi? Che fate di notte?