Da un po' di tempo ho avuto la folle idea di crearmi anch’io un account Netflix, non l’avessi mai fatto! Da quel momento, infatti, una forte nostalgia di riguardare tutti i film di quando ero bambina, si è impossessata di me. Così, ho guardato per la milionesima volta i soliti film Disney. Uno fra questi, però, non avevo mai avuto l’occasione di vederlo prima, e adesso me ne pento. Già, non avevo mai visto Mulan prima di quel giorno!
Vedere Mulan è una cosa che consiglierei di fare a tutti, soprattutto alle bambine più piccole, anche se, diciamoci la verità, non esiste un’età per guardare i capolavori della Disney. Quindi, fate guardare alle vostre sorelline, cuginette, guardatelo voi stesse, perché davvero è una magnifica storia, forse una delle più emozionanti e significative della Disney.

Innanzitutto, Mulan è uno dei primi personaggi protagonisti donna a non essere una principessa o una creatura magica. Lei non lo è, non lo vuole essere e sinceramente non ne ha nemmeno bisogno. Appunto per questo, ci viene proposta una storia diversa dalle altre, la protagonista finalmente è qualcuno che riesce ad agire da sola, con le proprie forze. All’ inizio della storia, nessuno credeva in lei, secondo la tradizione Mulan non avrebbe potuto nemmeno essere una buona sposa, ma il bello è proprio che lei non ambiva ad esserlo, semplicemente tutto ciò le spettava, come spettava a tutte le ragazze della sua età. Adesso non è poi così difficile pensare che non tutte le ragazze abbiano il sogno di sposarsi o di trovare l’amore, considerato il fatto che adesso molte cercano di seguire la carriera, puntano in alto. Il punto di svolta però, si ha quando l’impero cinese ha bisogno di aiuto sul fronte per difendersi . Mulan, allora, decide di prendere una delle decisioni più coraggiose delle trame Disney, si taglia i capelli.
Tralasciando gli scherzi, Mulan decide di travestirsi da uomo per sostituire suo padre, da tempo gravemente ferito, in guerra. Questo, oltre ad essere un grande gesto di generosità e di amore nei confronti del padre, è anche un segno di coraggio che le nostre care principesse non avrebbero mai avuto. Mulan, invece, ce lo dimostra correndo il rischio di essere condannata a morte per arruolarsi nell’esercito e difendere il proprio paese, oltre che la propria famiglia.
Ovviamente, nessuno aveva detto che lei ne fosse capace, perché in effetti non lo era; lei era sbranata, maldestra, ma con così tanta voglia di fare ed un fuoco vivo dentro che le avrebbero permesso di saltare qualsiasi ostacolo. Così con l’allenamento e il passare del tempo Mulan diventa la combattente più forte della sua truppa e noi non ne avevamo dubbi! Fatto sta che ancora nessuno l’ha riconosciuta, tutti ancora credono che sotto quell’armatura vi sia soltanto un soldato abile, anche se mingherlino. Nemmeno il capitano Li, per cui lei casualmente inizia a provare dei sentimenti, riesce ad accorgersene, per quanto ne sappiamo, anche se in certe scene il suo sguardo verso di lei è anche un po’ troppo sdolcinato, il che porta la comunità LGBTQ a pensare che Li sia un personaggio bisessuale, il che aumenta ancora di più il valore di questo magnifico film.
Anche se nessuno sa realmente chi sia, lei si sente finalmente se stessa, ed è questo l’importante. Dopo vari intoppi, che non sto qui a raccontare, perché dovete assolutamente vedere il film, Mulan riesce a salvare la Cina e ad occupare un posto nel Consiglio, rendendo fiera la sua famiglia. Ma finalmente, lei riesce ad essere fiera di se stessa.
E ditemi, questo non è forse un finale migliore che trovare il proprio principe azzurro?