Il mio è un nero, nero mare
mi sporgo dalla prua e vorrei affogare
la sera scivolo nel sonno col cuore che fa male
pesante come questa vecchia nave
passo ogni giorno a scavarmi dentro
poi mi stupisco di sentirmi vuota e l'ansia ha il sopravvento
qualcosa mi convince che c'è parte di me che manca
un'assenza nella mia anima che sopportare rende stanca
Vorrei impregnare le mie mani del colore del tuo manto
spesso e caldo
passarmele sul volto, tra le ciglia e sulle labbra
mi impiastriccerei la pelle per sentirmi ancor più tua
E se potessi un giorno morir per te ne sarei grata
A remare con caronte l'onore tutta la regata
di una madre che in verità madre non è
di una madre che hai reso tale in modo strano come te
Non sei nata dalle mie viscere ma ci sei entrata
Il mio cuore è pregno di te mia adorata
Mare camaleonte che culla il mio veliero
Poi lo sbatte nella schiuma e si fa nero
Poi si calma e sulla prua lascia odor di nostalgia
Io mi ci riempio i polmoni, miei e della mia malinconia
L'odore del sale si mescola alla saliva,
accendo una sigaretta e non si vede più la riva
non ho idea di dove sono e non mi importa
le mie vele vanno dove il vento le porta.