Non sono mai riuscita a tenere un diario.
No, è incorretto: da bambina ce la facevo. Delle volte mi mettevo lì sul mio letto e che fosse inizio giornata o fine giornata, scrivevo cosa avrei dovuto o avevo già fatto. Niente di più, niente di meno. Delle volte perfino i miei sentimenti! Mi avevano insegnato che un diario serve a imprimere nella nostra memoria ciò che abbiamo vissuto, le nostre esperienze, gite, conoscenze, in modo da non dimenticare mai più. Il tutto ovviamente correlato da una data.
Prima ne ero entusiasta, ora un po' meno: non mi piace scrivere di ciò che accade per filo e per segno, scrivere che sono stata lì, poi là, poi dall'altro lato. Lo trovo inutile. Il mio cervello fa tutto il lavoro indispensabile: è utile il ricordo? Lo ricorderò. È inutile? Sarà il primo ad essere dimenticato. Che poi, cosa determina l'utilità e l'inutilità? Forse dovrei parlare più che altro di "felicità" e "dolore".

Ho sempre scritto. Mai di me. Non riesco a scrivere di me, io stessa trovo noiosa la mia vita. Da diversi anni fino a questa parte ho inventato storie, altre vite, vite estranee alla mia. E ora non mi va più bene. Sarà che è per questo che voglio ritornare ad un diario? Concentrarmi un po' su me stessa, sulla mia persona? Cercare di focalizzare la mia attenzione solamente su me e nessun altro?
In un certo senso, posso avvertire qualcosa di terapeutico: avverto di essere ad un punto morto con la mia esistenza, non so chi sono né chi voglio essere. Può aiutarmi tutto questo a capire? Non lo so.
Sono stati diversi i tentativi di tenere un diario, purtroppo per me dalle parti in cui vivo avere della privacy è abbastanza difficoltoso, quindi o si inventa un codice tutto proprio sperando che la propria famiglia non inventi una nuova ENIGMA o, come in questo caso, farlo con un sistema tecnologico fornito di una serie infinita di password. Ed eccomi qui, con uno schermo poco illuminato per evitare di distruggere completamente il mio sguardo, e una tastiera che comincia ad emettere un suono assordante. Riuscirò a non fallire anche questa volta?
La mia vita non è interessante, lo ribadisco: voglio solo buttare giù un po' di pensieri cementificati e vedere se alla fine di tutta questa roba ne uscirà qualcosa di esteticamente piacevole. Lo spero: dal caos vengono fuori sempre opere d'arte stupende.