14.

Non si erano né visti né parlati per settimane. Stephanie aveva anche accennato alla band che sarebbe potuta non venire; si inventò una balla su un impegno che aveva con le madri dell'asilo di Grace e a Mia disse la verità tra un fazzoletto e l'altro mentre era crollata una volta in sala prove.
Era molto emotiva, non poteva farci niente. Per non parlare del fatto che non avesse idea se quello che avevano esisteva ancora e la prospettiva di scoprirlo quella sera lo sapeva benissimo: l'avrebbe avvelenata.

Dopo le parole con cui l'aveva salutata non era neppure tanto difficile da intuire. Più le pensava e più ci stava male.
Non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi sulla soglia dei quaranta con un dolore da adolescente e per giunta riguardante un uomo che non era Julian.
Rimase su quel gradino, da sola per un bel po' di tempo, almeno finché Mike non le disse che stavano per cenare ad un bar proprio di fronte al palcoscenico.
Avrebbe potuto dire di no, ma non era dell'umore per altre domande.
Era abbastanza convinta di trovare Nathan seduto accanto ai componenti della sua band e si meravigliò - e restò delusa - quando non lo vide divorare un panino come tutti gli altri. Solo dopo un attimo si rese conto che la disposizione dei componenti degli Ages Of Divas, o di quello che ne rimaneva, era sparpagliata tra i tavolini e si ricordò della lite a cui aveva accennato l'uomo. A quanto pare era una cosa seria.
Sorvolando su quel pensiero di compassione riguardo al povero Nathan e a come si poteva sentire, prese posto accanto alla sua band, che era l'unica ad essere seduta in cerchio e mangiò metà del panino in silenzio.
Ammise di aver guardato più volte verso il tendone bianco dietro al palco, che a malapena si intravedeva, ma non l'aveva visto.
Nathan stava gironzolando là dentro da un'ora buona cercando di capire come avrebbe gestito la pressione una volta uscito e salito sul palco.
Non aveva idea di che tipo di spettacolo avrebbe offerto alla gente un band che nemmeno riusciva a stare nello stesso perimetro. Per non parlare del fatto che avrebbe dovuto duettare con Stephanie.
Quando fu orario si riconciliò con la band.
Aver ricevuto il lascia passare dalla Entertainment - la sua futura casa discografica - per finire il loro tour locale, non significava necessariamente tornare ad essere amici come se niente fosse accaduto. Erano lì solo per i soldi e perché ci stavano mettendo la faccia. Tanto, la fine degli Ages Of Divas era già stata scoccata da tempo per poterla fermare.
Si mosse in punta di piedi, tanto era inevitabile vederlo. Insomma a breve si sarebbero donati anima e corpo sul palco; un bel modo di rivedersi.
Stephanie si rese conto di esser piombata nella situazione in cui per tutto il tempo aveva avuto paura di affondare solo mentre, camminando velocemente da un lato del palco, voltò lo sguardo verso sinistra e rallentò tempestivamente il passo, così da potersi godere tutta la scena in cui Nathan stava facendo allo stesso modo. Non distolse lo sguardo, che l'aveva catturata, finché l'impalcatura non ne ricoprì l'intera figura.

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Pardon the way that I stare
there's nothing else to compare
the sight of you leaves me weak
there are no words letft to speak
but if you feel like I feel
please let me know that is real
you're just to good to be true
I can't take my eyes off you
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Lo ritrovò di nuovo in cima alle scale impegnato a parlare con uno dei tecnici del suono e si bloccò sul terzo gradino. Lui o l'aveva ignorata o non si era accorto di lei; sta di fatto che si mise l'auricolare in un orecchio andandosene via e basta.
Diana Jones concluse tutta la prima parte del concerto da solo, egregiamente. Solo l'ultima canzone che cantò prima di dare il benvenuto sul palco ai Destination Moon, fu un duetto con Mia durante il quale si mostrò assente.
Non era da Diana Jones.
Stephanie si schiarì la voce nel suo vestito con una gonna a ruota tra il rosa e l'arancio; Nathan la stava aspettando sul palco. La accolse inchinandosi, come se niente fosse. Lei ricambiò un po' stordita ma immersa nella parte.
Intonarono le stesse parole e sin da subito non sembrarono state messe a caso. E' probabile che non resistettero affatto nel voltarsi l'uno di fronte all'altra proprio mentre si lanciavano espressioni di disperazione.

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If I say run, I'll run with you
if you say hide, we hide
because my love for you
would break my heart in two
If you should fall
into my arms
and tremble like a flower.
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Mai altre parole furono così appropriate e trovarsele lì, raccoglierle e doversele cantare li fece scivolare lungo una cascata di pensieri instabili. Oh si, Stephanie avrebbe voluto concedersi volentieri al rassicurante abbraccio di Nathan, proprio in quell'istante, e lui l'avrebbe accolta senza fiatare pur di fermare quel fiore tremante.
Ciò che cantava era tutto vero. Si è un po' impigliata in quell'amore che non si erano confessati, ma non erano menzogne: doveva solo dirlo e in un'altra vita sarebbe scappata con lui.
Quando distolse lo sguardo dalla visione rasserenante di una vita insieme affondò nuovamente nella sua realtà: Perché? Perché? L'aveva promesso. Non l'aveva detto esplicitamente, ma era come se l'avesse promesso. Non si sarebbero lasciati, a loro non sarebbe successo e lei non avrebbe dovuto nemmeno pensare alla possibilità che succedesse.
Allora perché le aveva detto quelle cose?
Perché aveva sancito la regola per cui Stephanie Savage non doveva innamorarsi di Nathan Nichols?
Lasciò il palco senza permettergli di trattenerla lì, che era poi quello che Diana Jones aveva intenzione di fare.
Non faccio il tuo gioco, non stasera. pensò.
L'uomo non fece in tempo a voltarsi che Stephanie era già scesa dietro le quinte. Avrebbe solo voluto dedicare due parole ai Destination Moon, con lei presente, ma decise di rimandare e alla fine non lo fece più. Non seguirono più duetti tra i due amanti, cantarono tutti insieme solo alla fine del concerto.
Nathan pensò che non le importasse o che forse ignorasse che quella fosse l'ultima volta che avrebbero cantato insieme. L'ultimo duetto, l'ultima volta che quelle due voci si sarebbero incastrate e compensate a vicenda.
Niente più magia, niente più visibile attrazione.
Molte cose stavano finendo quando l'ultima nota decretò anche l'ultimo concerto degli Ages Of Divas e i Destination Moon.