☆ PROLOGO: IL SOGNO.
Faccio sempre lo stesso sogno.
All'inizio è tutto nero. È così buio che non so nemmeno se ho gli occhi aperti. Come quando ti svegli ed è saltata la corrente. Tutti i punti di luce a cui sei abituata spariscono, inghiottiti dall'oscurità. Ci siamo solo io e il vuoto della notte.
Non resisto. Allungo il braccio, sperando che sia davvero soltanto un blackout, che possa disfarmi del peso della solitudine come di una coperta troppo pesante. Ma l'oscurità non si muove.
Percorro la notte come acqua in un pozzo, mentre lo stillicidio della solitudine mi scivola sulla schiena. Poi realizzo che non ci sono superfici da rompere. Mi si stringe il petto. Arriva il panico e faccio fatica a respirare. Sto affogando. Poi qualcuno o qualcosa toglie il tappo allo scarico dell'oscurità e io sprofondo nel nero, sempre di più. Apro la bocca per urlare, ma non ne esce altro che silenzio.
Cosa mi aspettavo, con una bocca piena di nulla? Il mio cuore batte troppo forte. Proprio quando sto per arrendermi, quando sto per mollare, le sento.
Janna. Lulu. Poppy. Jinx. Sento la loro luce. È come se il calore, la gioia e il piacere di una risata venissero compressi al punto di prendere fuoco spontaneamente.
Mi accorgo di avere gli occhi aperti. Forse lo sono sempre stati, ma è la prima volta che ci vedo veramente. I loro volti sono così belli, così pacifici. Dormono, forse sognano, incuranti dell'oscurità che ci circonda. Allungo le braccia, ma sono troppo lontane. Solo allora realizzo che stiamo cadendo.

L'orizzonte di un mondo enorme e blu si affretta verso di noi. Non riesco a concentrarmi su dove stiamo andando, né sul pericolo imminente. Arrivata a questo punto non mi importa. Vedo solo che le mie sorelle stanno cadendo. L'attrito dell'atmosfera del pianeta sotto di noi ci brucia e le loro luci prendono fuoco.
Le braccia mi scottano, fino all'osso. Provo ad afferrarle. Provo a tenerle, ma non posso impedire che cadano. Non sono abbastanza forte per tenerci tutte insieme. Non sono abbastanza per loro. La punta delle mie dita si fa incandescente e inizia a disfarsi. L'ultima cosa che vedo sono i loro emblemi che diventano più scuri, mentre la loro luce esplode in un arcobaleno di tizzoni colorati.
E poi mi sveglio.
Sono a letto, avvolta nella coperta madida di sudore. L'oscurità è svanita, sostituita da un quieto grigiore. Negli ultimi tempi, ho preso l'abitudine di dormire con una finestra aperta. Mi avvicino al davanzale e guardo la strada. Il lieve bagliore delle luci mi dipinge come un'ombra sul muro della mia stanza.
Sopra tutta la quiete dormiente c'è l'oscurità. La percepisco ancora estendersi a perdita d'occhio. Dalla città è difficile vedere le stelle. Solo alcuni sprazzi di luce riescono a emergere. Ma so che ce ne sono altre. Da qualche parte.
Mi rimetto a letto e aspetto l'alba. Non torno a dormire. Non posso. Il sogno è lo stesso.
Sempre lo stesso.

☆ CAPITOLO 1: IL CONSIGLIO DELLE GUARDIANE STELLARI.
"Vieni anche tu?"
Jinx è stesa su una sdraio di plastica in giardino, mentre Shiro e Kuro dormicchiano sull'erba, ai suoi piedi. Non riesco a capire se mi ha sentito. Indossa degli enormi occhiali da sole di plastica che le coprono gli occhi e buona parte delle sopracciglia. Ha un auricolare nell'orecchio sinistro, ma vedo l'altro che penzola sul lato della sdraio.
Mi ha sicuramente sentita.
"Ehi, vieni dentro? Stiamo per cominciare."
Jinx si ficca un pezzo di gomma fluorescente in bocca, mastica rumorosamente, schiacciando le bolle coi denti, poi inizia lentamente a gonfiare una grossa bolla rosa. Quando la bolla è abbastanza grande da oscurare i suoi occhiali da sole, la risucchia facendola scoppiare.
"L'estate non durerà all'infinito, Lux", risponde senza neanche voltarsi. Si mette comoda con le braccia dietro la testa. Soffici nuvole passano placide nel riflesso dei suoi occhiali. "Godiamocela fino in fondo, prima che sia finita."
Si arrotola una delle lunghe codine rosse intorno alla punta delle dita, come per sfidarmi a darle un valido motivo per entrare.
"Hai ragione", rispondo. Adora sentirsi dire che ha ragione. "L'estate è quasi finita. È che secondo me ci sono alcune... cose di cui dovremmo parlare. Sai, prima che ricominci la scuola."
Jinx stringe le labbra e fa scoppiare una bolla al lampone.
Non avrei dovuto nominare la scuola. L'abbiamo persa.
"Beh", dico io, provando una tattica diversa, "quindi non li vuoi i ghiaccioli che ha portato Poppy?"
Jinx si tira su, mettendosi a cavalcioni sulla sdraio. Kuro si sveglia di soprassalto, sbadiglia, per poi iniziare a giocherellare con Shiro, che ancora dorme, ribaltandolo nell'erba. Jinx si spinge gli enormi occhiali da sole sulla fronte, facendoli sembrare due enormi stelle di plastica che spuntano dalle sue code.
"Hai detto ghiaccioli?"
"Sì", rispondo entrando in casa. "A forma di missili." Chiudo la porta scorrevole alle mie spalle e vado verso la cucina. Cinque secondi dopo sento che la porta si apre.
Siano ringraziate le stelle. Nonostante il suo caratterino, Jinx diventa prevedibile, quando si parla di dessert. E munizioni.
Il mio momento di pace dura poco. Entro in cucina e trovo Poppy in piedi su una sedia davanti ai fornelli, intenta a girare pancake sulla piastra. I gomiti piegati e la stretta d'acciaio sulla spatola di metallo tradiscono la sua concentrazione e la sua determinazione incrollabile. C'è una scia appiccicosa di impasto e sciroppo dal frigorifero ai fornelli.
"Uh, Poppy, cosa sta succedendo? Sono stata via per tipo cinque minuti", dico mentre Jinx mi supera con una gomitata, fiondandosi verso il freezer.
"Lulu ha detto che aveva fame", dice Poppy girandosi appena. Fa le spallucce e torna a concentrarsi su come girare il sottile strato di pastella davanti a lei. "Così ho fatto i pancake."
Lulu è seduta al tavolo della cucina. Con una mano disegna, con l'altra infilza i pancake e se li mangia a grandi bocconi, incurante della tragedia gastronomica che si sta consumando intorno a lei. Pix sta mordicchiando un pennarello verde senza tappo. Lulu fa un grattino sulla testa del suo famiglio, senza distogliere lo sguardo dalla sua opera.
"Ottima idea, nanerottola." Jinx dà una pacca sul sedere a Poppy e si siede a tavola, il tutto mentre si gusta uno dei ghiaccioli a forma di missile. "Me ne fai uno a forma di stella? No, anzi, uno a forma di missile? Ohhh, aspetta aspetta, me ne fai uno a forma di missile stellare? Con gli zuccherini colorati!"
"Oh, guarda un po' chi si è degnata di presentarsi", borbotta Poppy ai fornelli.
Il caos. Il caos più totale. C'è l'impasto dei pancake sul soffitto. Come facciamo a salvare l'universo se non riusciamo nemmeno a prenderci cura di noi stesse? Janna sta silenziosamente lavando la pila di piatti sporchi creata da Poppy. Guarda fuori dalla finestra, davanti al lavandino. Zefiro è seduto sul piano accanto a lei, intento a leccarsi lo sciroppo dalle zampe.
"Dunque", esordisco facendomi strada nel poco spazio libero rimasto in cucina. "Dobbiamo parlare dell'anno prossimo. La scuola sta per cominciare, e..."
"Ehi, cosa disegni, Lù?" Jinx si sporge sopra la spalla di Lulu, rubandole un pezzo di pancake con una seconda forchetta. Ha così poca voglia di pensare al futuro che è persino disposta a fingere interesse in Lulu. Cerco di non farmi sentire mentre traggo un respiro profondo.
Ci riprovo. "Come stavo dicendo, dobbiamo..."
"Sono le stelle cadenti", interrompe Lulu, ignorando bellamente le parole che stavano uscendo dalla mia bocca. "Stanno arrivando quelle nuove." Senza alzare lo sguardo spinge un volantino verso Jinx, che lo scruta con una rapida occhiata sporcandolo inavvertitamente di panna montata e zuccherini colorati caduti dal pancake. Fa una smorfia e lo lascia sul tavolo. Il volantino ha più di dieci parole e solo una figura, è normale che Jinx abbia perso subito interesse.
Mi fermo dietro di Lulu, guardando per la prima volta il disegno della nostra piccola artista. È un campo con degli alberi sui bordi. Ci siamo noi cinque che guardiamo il cielo della notte. Janna è quella alta e viola, Poppy ha il suo martello e Jinx si distingue facilmente per le lunghe code rosse. Suppongo di essere quella tonda e rosa. Ma i capelli mi spuntano davvero così tanto?
"Questa sei tu?" chiedo, puntando la ragazza coi capelli verdi, nella radura delle lucciole verdi e nere. Lulu annuisce, mordendosi il labbro mentre si concentra sulle sfumature blu scuro del cielo. Tra le stelle disegnate a matita ci sono altri colori.
"E quelli cosa sarebbero?" chiede Jinx, indicando i puntini colorati.
"Le nuove stelle, ovviamente", le risponde Lulu, esasperata. Poi alza lo sguardo verso di me. "Possiamo andare?"
"Qui non ci sono più nuove stelle", dice Poppy, girando un altro pancake.
Dal lavandino si sente un forte rumore, un piatto scivolato a Janna. "Scusate", balbetta dopo averlo afferrato.
Mi avvicino e mi metto accanto a lei. Dalla finestra della cucina vedo che le nuvole sono passate. Rimane soltanto il cielo terso dell'estate. Nel lavandino, Janna passa la spugna sulla parte esterna del piatto, tracciando una lenta e umida orbita.
"Bella presa", dico, porgendole uno strofinaccio. "Era proprio scivoloso."
Janna mi guarda per un attimo, poi torna al piatto che stava lavando. Noto che è arrossita, nonostante di solito sia calma e pacata. Qualcosa non quadra.
Annuisce e mette il piatto pulitissimo sullo scolapiatti. Si sistema una ciocca dei suoi capelli color lavanda dietro l'orecchio, poi prende un altro piatto sporco di sciroppo dalla pila.
Sì, c'è assolutamente qualcosa che non quadra.
Jinx, ignara di tutto come al solito, continua ad affogare i suoi pancake nello sciroppo, alternando strati di panna montata e zuccherini.
"Sai che detesto dare ragione al nostro fermaporta dai capelli blu", dice Jinx, ingozzandosi con una forchettata. "Ma Lù, siamo da sole contro tutto il peggio che può offrire questo angolo della galassia."
Lulu appoggia la penna e prende il volantino, porgendomelo. Lo prendo e rimuovo con uno straccio da cucina il grumo di panna e zuccherini lasciato da Jinx, lasciando una scia color arcobaleno in cima al foglio.
"Notte delle stelle cadenti del Camping Targon. Godetevi la pioggia di meteore. Uscite dalla città e scoprite nuove stelle. Giochi e divertimenti. Ultima occasione di divertirsi in estate", leggo ad alta voce. "Evento organizzato dagli studenti di astronomia dell'università, aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori locali."
Alzo lo sguardo. Nessuna mi sta ascoltando. Lulu si è rimessa a disegnare. Poppy e Jinx si riempiono i piatti con altri pancake, in una sfida a chi ne mangia di più. Vedo il volto di Janna nel riflesso della finestra. Si è di nuovo persa nel cielo.
Sento la carta che mi si accartoccia in mano. Allento la presa, in imbarazzo per come stavo stringendo il foglio. La scadenza per iscriversi al campo è oggi.
"Ultima occasione", mi dico sottovoce. Guardo le ragazze. Vanno tutte in direzioni diverse. Non saranno contente della mia decisione. Ma sono io il capitano. Farà bene a tutte. "Ci farà bene", sussurro per convincermi.
"Fate le valigie, ragazze", annuncio ad alta voce, sfoggiando un sorriso splendente. La mia frizzante sicurezza è tutta una facciata, tanto per loro quanto per me. Loro alzano lo sguardo, senza sapere cosa aspettarsi.
Tiro fuori il telefono dalla tasca e inizio a comporre il numero sul volantino. "Daremo il benvenuto a qualche nuova stella."

☆ CAPITOLO 2: CAMPING TARGON.
Jinx s'infila un cappello a tesa larga e scende, con comodo, dall'autobus. Ha insistito per mettersi in costume da bagno anche per il viaggio. I colori sgargianti del suo bikini sono stemperati solo dal colossale ombrellone che si porta in spalla.
"Bene, care le mie nerd", dice con un sospiro. "Io vado in piscina. Ho voglia di fare un tuffo a bomba."
"È un lago", la corregge Poppy, mentre tiene d'occhio il conducente dell'autobus che scarica i nostri bagagli sul prato.
"È uguale, nanerottola." Jinx afferra una borsa di tela, piena di disegnini di stelle e armi giganti. Poi, passando accanto a Lulu, le dà un leggero strattone al fermaglio a farfalla verde acqua che ha nei capelli. "A dopo, Lù."
Io guardo Poppy.
"Secondo te ne avrà in mente qualcuna delle sue?"
Poppy fa le spallucce. "Pensi che sarebbe riuscita a tenersi il segreto, se così fosse?"
Sto per chiamare Jinx per convincerla a stare col gruppo, quando sento un brontolio alle mie spalle. È il conducente dell'autobus che scarica l'ultima borsa, con le braccia che tremano dallo sforzo. Il borsone blu sarà grande almeno quanto Poppy. Lei lo osserva con attenzione, tamburellando impaziente con il piede sull'erba secca.
Il conducente appoggia la borsa con un ultimo sforzo. "Cosa ci hai messo dentro? I sassi?"
"No." Poppy si allunga, prende la borsa per le maniglie e se la tira sulle spalle, senza fatica. Fa un sorrisino soddisfatto al conducente dell'autobus. "Un martello."
Poppy mi lancia lo stesso sorrisetto, senza dubbio pensando alla sfida che ho proposto prima della partenza, quella di mescolarci alla gente e divertirci. Come persone normali. Afferra la maniglia della borsa dimenticata da Jinx e dà una spintarella a Lulu.
"Forza, Lulu. Dobbiamo montare la tenda", dice con fare allegro.
Lulu annuisce, canticchiando una canzone che sembra conoscere solo lei. Passa da un fiore all'altro, soffermandosi ad ogni pigna e ogni sassolino, meravigliandosi di tutti i tesori del campo, mentre Poppy continua a marciare lungo il sentiero.
L'autobus riparte e imbocca la strada. Lo vedo sparire tra le rocce e gli alberi.
"Non si torna più indietro eh, Janna?" L'unica a rispondermi è la brezza tra i pini. Mi volto lentamente. Le ultime persone scese dall'autobus sono già a metà strada verso il campo. La fermata è deserta. "Janna?"
Finalmente la trovo, in piedi su un pezzo di granito levigato, sprofondato nella terra. È di spalle. Ha le braccia conserte e i boccoli color lavanda che danzano nella brezza invisibile.
"Janna?"
Lascio cadere il mio zaino sull'erba e salgo sul sasso, vicino a lei. Nella piccola valle sotto di noi si può ammirare il trambusto degli altri campeggiatori e delle squadre che si preparano. Tra gli alberi si intravede il luccichio del lago dei Lunari. Scommetto che Jinx ci si è già tuffata. Mi scappa subito un sorriso, perché mi chiedo se sappia che è un lago dovuto al disgelo.
Ma Janna non sta guardando niente di tutto questo. È così alta. Mi copro gli occhi dal sole e guardo in alto per qualche minuto, cercando di scorgere quel che vede lei. Il cielo estivo è ancora terso, eccezion fatta per la rocciosa facciata del monte Targon e qualche nuvola bianca. Mentre mi muovo, la sfioro col gomito.
Janna si volta, sorpresa.
"Oh. Ciao", risponde, come se non fossi stata accanto a lei per gli ultimi cinque minuti. Sorride, ma si vede che è ancora assorta in qualche pensiero. Guarda in direzione della fermata dell'autobus.
"Che fine hanno fatto gli altri?"
"Wow!" scuoto la testa. "Hai proprio la testa tra le nuvole, eh?" Mi giro di nuovo verso il rosseggiante profilo del monte Targon, incorniciato da un ramo di pino. C'è ancora neve sulla vetta, anche se siamo in piena estate.
Janna si strofina le mani sulle spalle scoperte, inspirando come se fosse stata colta da un brivido. Eppure, non fa per niente freddo. Il sole alto in cielo mi fa desiderare, per la prima volta nella vita, di aver dato retta a Jinx e aver indossato solo un costume e dei pantaloncini. Mi sventolo con il foglio dell'iscrizione al campo.
"Dobbiamo muoverci", dice Janna, scendendo dal masso con le sue lunghe gambe, con grazia, come se fluttuasse. Si gira verso di me, che invece scendo goffamente. Il suo sorriso svanisce non appena alza lo sguardo al cielo. "Si prepara una tempesta."
"Cosa?" Provo a guardare anch'io il cielo, ma inciampo in una zolla di terra rimasta sul masso. Come al solito faccio troppe cose contemporaneamente. Cado con un tonfo sordo, graffiandomi la coscia sulla roccia.
"Ahi!" mi lamento sussultando il dolore. Ci mancava solo questa. Lulu, Poppy e Jinx sono sparse in giro per il campo. Janna sembra su un altro pianeta. E ora la loro intrepida leader sta per soccombere davanti al potere della sua goffaggine.
"Fantastico", mugugno mentre mi strofino la faccia.
Sento una brezza fresca sui capelli umidi sulla mia nuca. Guardo in alto e vedo Janna, che mi offre una mano guaritrice.
"No", rispondo, abbozzando un sorriso. "Sto bene. Ricorda, niente poteri finché siamo qui."
Janna fa le spallucce. "Allora stai attenta, sei l'unica leader che abbiamo", risponde. Mi guarda e capisco che riesce a sentire tutti i dubbi che si affollano nella mia testa. Si gira verso il sentiero mentre mi alzo.
"Facciamo in fretta", mi dice sopra la spalla. "Saremmo tutte perse, senza di te."
Lascio andare il respiro che stavo trattenendo. È proprio quello che temo.

☆ CAPITOLO 3: IL GRUPPO PIU' POPOLARE.
Il punto informazioni al campo è adornato da un tessuto viola scuro. Ci sono varie pile di volantini fotocopiati, tenute ferme da sassi e grosse pigne. Dietro al tavolo c'è una ragazza dai lunghi capelli neri. No, non è una ragazza. Sembra troppo grande per essere alle superiori e troppo accattivante per stare dietro a un banco polveroso in un campo estivo. Dev'essere una delle promotrici del gruppo di astronomia. Sento i passi di Janna fermarsi alle mie spalle, mentre cammino verso la "ragazza". Lo prendo come un indizio non troppo velato che devo cavarmela da sola.
Mi avvicino al tavolo. Gli altissimi pini e il sole del tardo pomeriggio fanno in modo che ci sia sempre uno spiraglio di luce che mi arriva negli occhi, a prescindere da dove mi metto. Il contrasto tra luce e ombra rende ancor più difficile vedere la persona dietro il banco, Che non fa nessuno sforzo per spostarsi dall'ombra e, anzi, sembra divertita dalla mia incapacità di trovare un punto adatto per avviare la conversazione.
"Ciao", dico, porgendo la mano nella direzione in cui mi aspetto di trovarla.
"Nome?"
Ho sentito risposte più amichevoli, in vita mia. Inoltre è più a sinistra di quanto mi aspettassi. "Lux", rispondo, un po' spiazzata. "Luxanna. Il mio gruppo è..."
"Uhm... le Sorelle delle Stelle", mi interrompe la ragazza. La sua voce non nasconde una forte nota di scherno e disapprovazione. "Che nome... carino. Siete le ultime due che hanno fatto il check in. Di solito i leader sono i primi a farlo." Si lascia sfuggire un sospiro esasperato, per sottolineare il concetto.
Il sole e il pianeta si allineano, quindi ho finalmente un filo d'ombra per dare un'occhiata alla nostra saccente universitaria. Dopo averla guardata meglio, devo dire che preferivo la versione "solo audio". Tiene le labbra strette come se stesse mangiando qualcosa di schifoso, ma fosse troppo educata per sputarlo. La sua targhetta del nome, con lettere scritte alla perfezione, recita: Syndra.
"Mi dispiace", ritento, sforzandomi di sembrare più sicura. Sapevo che dovevo dire a tutte di stare insieme. "Sono rimasta indietro per assicurarmi che le nostre borse venissero scaricate. Le altre non vedevano l'ora di arrivare al campeggio."
Sento le dita di Janna sul mio braccio, come per sostenermi. Mi giro verso Janna. Il suo volto, normalmente così calmo, sta lanciando smorfie velate alla ragazza al tavolo. Do un'occhiata a entrambe, poi torno alla conversazione.
"Beh, ora ci siamo tutte", dice Janna in modo secco.
"Fantastico", risponde Syndra, pensando l'opposto. "Posto 20-16. Alcune del vostro gruppo sono già lì. Ce n'è anche una chiassosa al lago. Immagino sia con voi."
Jinx... Lo sapevo.
Syndra si piega e prende alcuni fogli colorati. Si ferma e alza gli occhi per guardarmi, notando che non mi sto accollando la responsabilità di Jinx.
"Ti conviene, come dire, gestire la situazione", dice. "Ecco la cartina e il programma. Il momento migliore per vedere le meteore è dopo mezzanotte."
Syndra mi passa la pila di fogli, con gli occhi stretti in un ultimo momento di giudizio. Mi pare ovvio che non sono all'altezza delle sue aspettative. "Lo sai, vero, che i leader hanno la responsabilità di tenere uniti i loro gruppi, quando si fa buio?"
"Sì", rispondo io con voce stridula. Annuisco come un'ebete, mi sento come una bambina. Mi schiarisco la gola e cerco di ritrovare la voce. "Prometto che terrò tutte unite."
Con tempismo perfetto, da uno dei sentieri sbuca un gruppo da quattro. È come un'esplosione di bellezza nel bel mezzo del campeggio. Intorno si forma subito un gruppo di campeggiatori, colpiti da quello schianto. Come biasimarli? Anch'io sono ipnotizzata.
"Questo sì che è un gruppo da cui potete imparare qualcosa", dice Syndra, piccata. Vedo il suo ghigno trasformarsi in un sorriso. "Ahri!" squittisce.
La stella centrale della costellazione in avvicinamento guarda verso l'alto. Si scosta un perfetto boccolo color pesca dagli occhi e sorride. Accanto alla popolarissima leader ci sono una stangona rossa, una ragazza silenziosa con i capelli verdi e un ragazzo biondo piuttosto carino. Ovviamente il gruppo viene verso di noi, trascinandosi dietro seguaci come un magnete. Non solo ogni singolo membro emana una sensualità naturale, ma tutti i movimenti sono coordinati ed eleganti. Non resisto. Sono così gelosa da digrignare i denti.
"Syndra", dice Ahri. "Sei libera adesso? Ci sei mancata alla passeggiata di oggi pomeriggio."
"Ho dovuto aspettare i ritardatari", risponde Syndra lanciandomi un'occhiata.
"È colpa nostra", ammetto io. "Mi dispiace." Mi giro verso Ahri e sorrido, porgendole la mano. "Ciao. Sono Lux. Tu devi essere..."
"Sì, piacere", dice lei, troncando la conversazione sul nascere. Guarda ancora un attimo la mia mano, rimasta lì ad aspettare, come per sottolineare a beneficio di tutti il mio imbarazzo. Finalmente le sue dita dalla manicure perfetta mi sfiorano in una stretta poco convinta. "Incantata."
Ahri, si gira verso Syndra, tagliandomi fuori dalla conversazione.
"OK", dico un po' troppo ad alta voce. "Allora... piacere di conoscerti."
Una brezza si alza nel campeggio e io mi giro di scatto e scelgo una direzione in cui andare, una qualunque, basta che mi allontani dal punto informazioni.
Ed è così che vado a sbattere contro Janna. La pila di fogli del campeggio si sparpaglia dappertutto. Alla faccia della mia percezione ambientale. Mi ritrovo ancora una volta col sedere per terra, tra l'erba, a guardare Janna. Solo che questa volta il mio fastidio viene stemperato dalla sua espressione.
La sua smorfia di prima ha lasciato posto a uno sguardo torvo. La brezzolina diventa una raffica più forte.
"Devo fare due passi", dice Janna. Non chiede nemmeno se voglio unirmi a lei. Non guarda neppure nella mia direzione. Che strano. Non ho mai visto Janna così... arrabbiata.
"Ma Janna", protesto, prendendo i fogli che svolazzano e cercando di togliermi dalla bocca i capelli spinti dal vento. "Ci hanno appena detto di restare insieme."
È troppo tardi. Janna cammina verso un sentiero buio, portandosi dietro il vento. Dietro di me, dove il vento si fa più lieve, sento ancora Syndra che ride. Spero che sia per qualcosa di intelligente che le ha detto Ahri. Do una rapida occhiata alle mie spalle, notando che Syndra sta guardando proprio me. Sorridendo beffarda.
Mi giro e mi rimetto a raccogliere i foglietti colorati sparsi al vento, lasciandomi trasportare il più lontano possibile dal branco delle ragazze popolari.

☆ CAPITOLO 4: CHI HA BISOGNO DI UNA MAPPA?
Trovo l'ultimo foglio appallottolato in un albero cavo. Invece di chinarmi per raccoglierlo, mi abbandono in un mucchio di aghi di pino e mi appoggio con la schiena all'albero. Davanti a me c'è il lago, ma ora che mi sono fermata realizzo che non ho idea di dove mi trovi.
Mi spingo con la schiena contro la ruvida corteccia. La gita non sta per niente andando come volevo. Non siamo nemmeno insieme, figuriamoci se sappiamo giocare di squadra.
Mi sento la faccia calda. Mi si stringe la gola. La luce riflessa del lago diventa sfocata. Ho le lacrime agli occhi.
Inizio a guardare tra i miei fogli di carta per distrarmi da questo improvviso momento pietoso.
"Neanche una stupida mappa." Manifesto la mia frustrazione con un mugugno. "Che razza di leader sono, se non so nemmeno dove sto andando."
"Suvvia. Le mappe sono sopravvalutate." La voce di un ragazzo spezza il rumore distante dei campeggiatori. Alzo lo sguardo. Fantastico. È il ragazzo biondo carino dello stellare entourage di Ahri. Mi alzo subito, asciugandomi gli occhi col dorso della mano.
"Ma se proprio te ne serve una, guarda cosa ho qui." Mi passa una mappa del campeggio un po' stropicciata dal vento. La posizione del mio gruppo è cerchiata e numerata con la grafia perfetta di Syndra. Ha un sorriso un po' storto. "Sono bravo a trovare le cose perdute. Piacere, Ezreal. Puoi chiamarmi Ez."
Annuisco, cercando di smettere di tirare su col naso. Sta ancora sorridendo. Ci sta provando con me? Mi guardo in giro. Tira fuori un fazzoletto dalla tasca e me lo porge.
"Grazie", mormoro con un po' di imbarazzo. Anche all'ombra dei pini, i suoi occhi risplendono di un blu intenso.
"Magari già che ci sei puoi darmi una mano a trovare la mia squadra." Indico gli alberi intorno a noi. Questo angolo del campeggio è deserto, ci siamo solo noi due. "È come se fossero spariti tutti tranne noi due."
"Mi sembra perfetto." Si scosta una ciocca di biondi capelli dagli occhi e con un inchino da gentiluomo mi indica il sentiero. "Ti chiami Lux, giusto? Come la luce?"
"Sì", annuisco. Se solo sapesse. "Mia madre collezionava lampade." Sto ritrovando la mia sicurezza frizzante, quella che, stando a Jinx, è la cosa più fastidiosa del mondo. Mi giro e noto che il suo sorriso un po' smargiasso si spegne per un istante. Non sa se lo sto prendendo in giro. Ora tocca a me sorridere. Sto sorridendo troppo?
"Sto scherzando", aggiungo.
"Beh, le lampade sono interessanti", dice un po' sollevato. "Ma non sono esattamente il mio tipo di luce preferito."
"Hai un tipo di luce preferito?"
"Ce l'hanno tutti, no?" Il suo sorriso furbo è tornato. Il piccolo sentiero che stiamo seguendo sta per ricongiungersi a quello più grande, che va dal lago alla zona principale del campeggio.
"Me lo dici o devo indovinare?" È una cosa sciocca, ma ho già dimenticato tutta la tristezza di pochi minuti fa. Per la prima volta da quando siamo arrivati al campeggio non mi preoccupo di niente, nemmeno di inciampare.
Ma ecco che spunta Jinx, con un sorrisetto diabolico stampato sul viso e qualche ciocca di capelli bagnati. Quando Ezreal esce dall'ombra e arriva al sentiero, si fa seria.
"Ehi, ciao Lux. Hai trovato un nuovo amico?" Jinx mi dà una pacca sulla spalla, riportandomi alla realtà. A momenti mi mangio la lingua per risponderle.
"Jinx, ti presento Ez", dico tossendo, cercando di riprendere il fiato. "Ez, ti presento Jinx."
Ezreal porge la mano a Jinx. Jinx accetta la sfida e la interpreta come una prova di forza. Gli stringe le dita e fa su e giù con la mano, come in una sorta di braccio di ferro al contrario. Con somma sorpresa di Jinx, Ez non si scompone per la stretta di mano.
Jinx lo tira a sé. "Che intenzioni hai con la nostra Lux, se posso chiedere?" dice con voce sussurrata e minacciosa, in modo che tutti possano sentirla.
La mia faccia sta diventando di un viola più acceso di quello dei miei capelli.
"Beh... beh..." Ez balbetta. "Stavamo parlando del nostro tipo preferito di luce. Tu... tu ne hai uno?"
Ti sei salvato, Ez. Se c'è un modo per distrarre Jinx è farla parlare di se stessa.
"Oh, facile", afferma Jinx. Allenta la stretta e lascia andare la mano di Ezreal. Ez apre e chiude le dita per controllare che funzionino ancora.
"Davvero?" dico io, sorpresa. "Sul serio hai un tipo di luce preferito?"
Jinx si volta verso di me. "Beh, è ovvio. Ce l'hanno tutti, no?"
Ezreal fa spallucce. Il suo sorriso sfrontato è tornato.
"Ezreal, va tutto bene?", chiede una voce pacata. Ora sì che ci siamo tutti. La stangona rossa, seconda stella della costellazione di Ahri, si avvicina dal sentiero che porta al campeggio. Non sembra essere molto entusiasta della nostra presenza. Soprattutto di quella di Jinx.
"Va tutto bene, Sarah", dice Ezreal, cercando di addolcire il freddo disprezzo della rossa.
"Ciao. Sono Lux", dico spolverandomi la mano sui pantaloncini e porgendola alla ragazza. I suoi occhi si fanno più stretti e all'improvviso mi sento esaminata al microscopio. E ovviamente quando sono nervosa non riesco a smettere di parlare. Le parole iniziano a uscire come se qualcuno avesse aperto il rubinetto. "Ehm, è un piacere conoscerti, Sarah. Hai dei capelli stupendi! A me il rosso non dona, ma a te... wow."
"Miss Fortune", mi interrompe. "Sarah è per gli amici." A giudicare dal suo sguardo, non rientro nella categoria.
"Oh, certo. Sono Lux. Mi sono già presentata? Volevo recuperare lo spuntino per la squadra e mi sono persa." Cerco tra i volantini il dettaglio che sono sicura di aver letto pochi minuti fa. "Ecco, lo spuntino per la squadra, qui alla tenda della mensa. A quanto pare sono biscotti al cioccolato e... e... arance."
"Odio le arance", dice freddamente Miss Fortune. Volge lo sguardo verso Ezreal. "Ahri vuole che percorriamo il perimetro prima che faccia buio."
Ezreal finge un saluto militare. "Signorsì, signora."
Miss Fortune alza gli occhi al cielo e riprende a camminare verso il campeggio. Jinx inizia a tirarmi nella direzione opposta.
"Ci ribecchiamo, Lux", mi saluta Ezreal, raggiungendo a corsetta Miss Fortune.
Non resisto. Lo chiamo. "Non mi hai detto qual è la tua luce preferita!"
Si ferma, si scosta i capelli dagli occhi e mette le mani a megafono.
"Quella delle stelle!" urla. Anche da questa distanza riesco a vedere il suo sorriso un po' storto. Si gira e raggiunge Miss Fortune.
"Oh", commenta Jinx, pensosa. "Ero certa che avrebbe detto il doppio arcobaleno."
Ora tocca a me alzare gli occhi al cielo. Le tiro un pugnetto sul braccio.
"Forza, troviamo quei biscotti."

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☆ CAPITOLO 5: STORIE DI FANTASMI.
È quasi buio, quando io e Jinx siamo di nuovo al campo. A giudicare dall'energico trattamento che sta riservando alla legna da ardere, Poppy non è per niente contenta. Jinx sgranocchia rumorosamente l'ennesimo biscotto, annunciando il nostro arrivo.
"Ve la siete presa comoda", borbotta Poppy. Prende un altro pezzo di legno per tagliarlo.
"Oooh. Eccovi!" Lulu salta giù dal troncone su cui è seduta e corre ad abbracciarmi. Almeno qualcuna è contenta di vederci.
"Guarda che roba, Bam Bam" dice Jinx lanciando la borsa di arance sul nostro tavolo da picnic. "Ho portato arance e biscotti." Jinx dà un'altra occhiata alla borsa e tira fuori l'ultimo biscotto rimasto. "O meglio, ho portato arance e un biscotto."
Jinx lo spezza in due, dandone metà a Lulu e tenendosi l'altra per sé.
"Tieni, piccoletta, e poi non venirmi a dire che non sono generosa", dice.
Lulu guarda Jinx e sorride. Poppy sbuffa.
"E va bene, ma solo perché sei più pazza di me." aggiunge Jinx, dando a Lulu anche l'altra metà. "E perché non voglio darlo a Poppy", sussurra facendosi sentire. "Ehi, non dovevamo incendiare della roba?"
"Intendi fare un falò", dico io.
"Sì, quello." Jinx infila la mano nella sua borsa decorata con stelle e armi. Sento il verso di Kuro e l'inconfondibile clic di un grilletto.
"No." Scuoto la testa. "Niente poteri."
"Guastafeste." brontola Jinx alzando gli occhi al cielo. Poppy ridacchia tra un pezzo di legno e l'altro.
Janna accende un fiammifero e inizia a lavorare sul falò con un mucchietto di aghi di pino secchi. Pochi secondi dopo, gli aghi prendono fuoco. Si alza un sottile filo di fumo e Janna inizia a soffiare leggermente, aggiungendo un bastoncino più grande per farlo accendere. Poi piazza il tutto sotto un ordinato cumulo di legno, organizzato come una tenda indiana, e si volta soddisfatta verso Jinx.
"E quello sarebbe non barare?" Jinx molla la borsa di biscotti vuoti sul tavolo e inizia a cercare un bastoncino con un melodrammatico sospiro. "Vabbè. Li abbiamo portati i marshmallow?"
Poppy impila i suoi precisissimi pezzi di legno tagliato accanto a Janna. "Ma tu non avevi portato esclusivamente quelli?"
"Ahhh, giusto!" urla Jinx, ricordandosi all'improvviso. Prende la sua borsa e tira fuori un sacchetto di marshmallow. Ne infila quattro in un bastoncino lungo e sottile. "Ho portato anche un asciugamano, nanerottola. Sono una personcina responsabile."
Mi siedo su un troncone vicino a Janna. La vedo meglio di prima.
"Tutto OK?" chiedo. Annuisce.
"Forse avevo solo bisogno di un po' d'aria fresca."
Indico gli alberi intorno a noi e sorrido. "Beh, allora siamo nel posto giusto."
Janna annuisce, ma non condivide il mio entusiasmo. Prima che possa fare altre domande, Lulu si spolvera le briciole di biscotto dalle mani e si avvicina a Janna.
"Raccontaci una storia, Janna", la prega.
"Non ne conosco, Lulu."
"Magari una storia di fantasmi, Janna", aggiunge Jinx. "Tanto sei vecchia. Ne conoscerai, di fantasmi, no?"
Janna inarca un sopracciglio viola verso Jinx.
"Ti preeego!" implora Lulu.
Janna sospira. Non si può proprio dire di no, a Lulu, questa notte.
"Va bene", inizia Janna. "C'era una volta una luce solitaria che lottava contro l'oscurità."
"Era la Prima Stella?" Chiede Lulu.
Janna annuisce.
"Sì. All'inizio la Prima Stella era tutta sola. Presto non volle più stare da sola, così prese la sua luce e la sparse per tutta la notte." Janna indica il firmamento con un gesto elegante.
"Ed è da lì che arriviamo", dice Lulu con fierezza.
"Tu. Io. Gli animali e gli alberi. Persino Jinx", aggiunge Janna con un sorriso. "Tutti hanno un po' di quella luce dentro di sé. È molto potente, e la Prima Stella sapeva che andava protetta dall'oscurità. Le prime Guardiane Stellari vennero scelte perché erano forti e piene di luce." La voce di Janna si abbassa lievemente. "Ma ciò che brucia con intensità si consuma in fretta."
"Non è il motivo per cui siamo qui?" Aggiunge Poppy, confusa. "È nostro dovere proteggere la luce della Prima Stella."
"Sì", concorda Janna. Poi si gira verso di me. "Ma non è soltanto un dovere. È il nostro destino. E il nostro destino è farlo insieme. La Prima Stella sapeva che è difficile avere una simile responsabilità tutta sulle proprie spalle."
"Qualcuno ha mai deciso di non seguire la corrente, cioè, tipo, di remare contro tutta questa storia del destino?" Jinx smuove un pezzo di legno del falò col suo bastoncino dei marshmallow, ravvivando qualche tizzone. Sono sorpresa. Non pensavo che stesse prestando attenzione a qualcosa a parte lo zucchero che bruciava sul fuoco.
"In effetti, c'è stata una Guardiana Stellare che è andata contro al ciclo. Non voleva tornare a essere pura luce. Voleva rimanere quello che era."
"Sentiamo", dice Jinx, girandosi verso Janna.
"Si narra che ebbe origine in un sistema avvolto nell'oscurità", continua Janna.
"Ha trovato delle sorelle, come noi?" Chiede Lulu.
"Oh, sì", conferma Janna. "E visto che il suo angolo della galassia era così buio, le sorelle erano tutto, per lei. Per un po' furono felici. E lei, con loro, era felice a sua volta. Finché un giorno scoppiò una battaglia. Un grande male giunse nel suo mondo, diffondendosi rapido e terribile, portandosi via le sue sorelle nella lotta che ne conseguì. La Guardiana venne assalita dalla tristezza."
"Anch'io sarei molto triste", dice Lulu con la voce rotta.
"Lo stesso vale per me, Lulu." dice Janna, abbracciandola. "Ma invece di restare triste, si lasciò sopraffare dalla collera e si allontanò dalla luce della Prima Stella. Si narra che inseguì il male fino alle origini, nella speranza di poter contrastare il suo destino."
Lulu viene scossa da un brivido e si avvicina a Janna.
"È ancora viva?" Chiede Poppy.
"Non lo so", risponde Janna, pensosa. "Se lo fosse, sarebbe molto vecchia."
"Più vecchia di te, Janna?" dice Jinx con una punta di scherno.
"Sì", risponde Janna stando allo scherzo. "Più vecchia di me."
Lulu sbadiglia. "Era una storia vera?" chiede.
"Ormai non lo so più nemmeno io, Lulu", risponde Janna a bassa voce.
C'è quiete, stasera. Sento il fuoco che scoppietta e il peso della notte che ci avvolge. Decido di rompere il silenzio.
"Beh, le meteore cominceranno tra circa quattro ore. Forse vale la pena dormire un po', prima", propongo.
Janna tira in piedi Lulu, assonnatissima, e la porta verso una della delle due tende. Io la seguo. Poppy mi ferma e indica l'altra tenda, per poi entrare da Janna.
"Tu sei con Jinx", mi sussurra. "Russa. Buona fortuna."
"Ti ho sentita, piccoletta," interviene Jinx, ingozzandosi con un'altra manciata di marshmallow.
"Tranquilla", dice Janna portando Lulu alla tenda. "Di lei mi occupo io."
Sorrido e prendo un secchio d'acqua per spegnere il falò. Alzo lo sguardo. Ci sono più stelle di quante ne possa contare. Sono così tante. Forse ci sono altre Guardiane Stellari. Proprio come noi. Sarebbe bello non sentirsi così isolate. Mi scuoto da questi pensieri e verso l'acqua sul fuoco. I tizzoni ardenti annegano e si spengono in uno sbuffo, lasciandomi sola nella notte.
Mi infilo nella tenda buia. Jinx sta già russando con il suo classico fischio, mentre Poppy nell'altra tenda fa rumore con le labbra. Non sarà un record di tranquillità, ma almeno siamo insieme. Sul tetto della tenda ci sono quattro fori, attraverso i quali riesco a vedere il cielo. Provo a contare le stelle che si intravedono.
Ancor prima di arrivare a dieci sprofondo nel mondo dei sogni.

☆ CAPITOLO 6: IL RITORNO DEL SOGNO.
L'oscurità è la stessa, ma questa volta il sogno è diverso e terrificante.
Non ci sono solo io, in fondo al pozzo solitario, ci siamo tutte. Lulu, Janna, Jinx e Poppy. Siamo tutte perse nell'oscurità. La loro placida serenità ha lasciato posto al panico. Le loro voci attutite si soprappongono, scongiurandomi di tirarle fuori.
Sopra di noi, in lontananza, vedo qualche stella. La loro luce tremola, quasi fino a sparire. Anche loro mi chiamano, ma non riesco a raggiungerle. Non posso muovermi. Dall'alto piove cenere luminosa. La vedo luccicare mentre mi passa tra le dita. Capisco cos'è prima che la luce svanisca completamente.
Sono emblemi delle Guardiane Stellari. Sbriciolati, in frantumi.
Un peso invisibile mi colpisce in pieno petto, togliendomi il fiato, facendomi sprofondare ancora di più. La luce delle stelle è sempre più flebile e si allontana da me. Il peso rimbalza su e giù scuotendomi, ma le mie braccia e le mie gambe restano immobili. Sono bloccata, congelata nell'oscurità.
Il peso si ferma. Continuo a sprofondare.
"È inutile", dice Poppy con voce infastidita e rassegnata. Sembra più vicina, ma non riesco comunque a raggiungerla.
"Guarda. Ti faccio vedere io come si fa, piccoletta."
Sento un rumore metallico e uno sciabordare d'acqua. Faccio un respiro profondo mentre l'acqua gelida mi schizza addosso. Sto affogando. Questa volta sto letteralmente affogando. Annaspo e apro gli occhi. Era tutto un sogno. O quasi. Il peso sul mio petto è nettamente a forma di Poppy.
Jinx è sopra di noi, con in mano una borraccia vuota. "Oh, guardate, si è svegliata la nostra impavida leader."
"Dovevate proprio, voi due?" Mi strofino gli occhi e asciugo il sacco a pelo fradicio con una felpa di scorta.
"Lulu è scomparsa", sbotta Poppy.
Mi alzo in un secondo, esco e mi metto le scarpe. Apro la tenda di Lulu. Il suo sacco a pelo è vuoto. E quello di Janna pure.
"Janna non ha preso neanche il bastone che le ho fatto", dice Jinx, con sincera preoccupazione. "È anziana, e se poi cade e non riesce ad alzarsi?"
È peggio dell'incubo.
"Senza di te non potevamo andarle a cercare", dice Poppy con insistenza. "Hai detto che è nostro dovere restare unite.
"Volevo vedere se ti svegliavi versandoti addosso la borraccia", dice Jinx. Ha il tono di una a cui non importa, ma la sua espressione la tradisce.
"Possiamo andare?" Poppy mi tira per la manica.
Sopra il cuscino di Janna c'è il disegno di Lulu, quello con noi nella radura. Stiamo tutte guardando il cielo. Nuove stelle, ha detto Lulu. Mi scende il cuore in gola, vedendo la foto. Le lucciole. Intorno a noi brilla qualcosa di nero e verde. Ho un brutto presentimento.
Guardo Poppy e Jinx. Non ricordo l'ultima volta che le ho viste con la stessa faccia. Sono chiaramente preoccupate. Questa notte non bastano le torce.
"Poppy, prendi il tuo martello. Jinx, sveglia Shiro e Kuro", dico. "Ora si fa sul serio."

☆ CAPITOLO 7: STELLE CADENTI.
La luce della mia bacchetta è infinitamente più rassicurante di una torcia, ma ciò nonostante il mio cuore batte a mille. Smetto di correre per dare un'occhiata alla mappa del campo che stringo nell'altra mano. Lulu deve aver trovato una zona poco battuta. Siamo ben oltre i confini del campo.
"C'è una radura, qua vicino", le informo. "Una frana l'ha separata dal resto del campo."
"Mi sembra un ottimo posto per dare il benvenuto alle nuove stelle", dice Jinx ansimando, un po' provata dal dislivello. "Stupidi biscotti."
Poppy stringe la presa sul martello. "Andiamo."
Gli alberi iniziano a farsi più radi, finché non arriviamo a una vera e propria radura. Traggo un respiro profondo. Jinx si lascia sfuggire un fischio.
È bellissimo.
La nebbia bassa avvolge la zona come una coperta. I fiordiluna si intrecciano sopra le rose selvatiche. Dei piccoli archetti di fiorellini blu spuntano da sopra la nebbia. Alcuni blocchi di granito bianco catturano il bagliore della luna, come tante piccole stelle nel buio della radura. Sopra di noi, le meteore estive hanno cominciato la loro pioggia.
Al centro, con una tovaglia da picnic a quadri rossi e bianchi, c'è la nostra piccola Lulu coi suoi capelli verdi. Ha portato persino le arance.
"Oh, sia ringraziata la Prima Stella. Eccola." Una lieve brezza sposta la nebbia e Janna sbuca da dietro un alto pino vicino a noi. Sarà arrivata dalla parte opposta del campeggio. Persino lei ha il fiato corto.
"Lux!" Lulu salta su. Non posso fare a meno di correre verso di lei. Corro così forte che trema la terra. Anzi, no, aspetta... Smetto di correre, ma la terra continua a tremare. Vedo un bagliore tra il nero e il verde, che emerge come un dedalo di vene nella nebbia. Il bagliore inizia a pulsare a ritmo con una sorda vibrazione.
"Lulu." Riesco a malapena a sentire la mia voce sopra il rombo delle rocce che si muovono sotto di noi.
"Non siamo sole. Stanno arrivando le nuove stelle, Lux." L'innocenza è scomparsa dagli occhi di Lulu. Mi prende la mano. "Le ho viste in sogno."
Anche se è vicina a me, la sua voce sembra così lontana. Come se fosse ancora intrappolata nel suo sogno.
Jinx, Poppy e Janna si muovono ai bordi della radura. La terra si solleva sotto ai miei piedi.
"State indietro!" urlo.
L'avvertimento arriva troppo tardi. Le crepe si allargano e diventano profonde fenditure. La foschia si apre e ne emerge un'orda di insetti neri, grandi come cani, che sprigionano un'inquietante luce verdastra.
Con la bacchetta in mano, rifletto un raggio di luce stellare verso la creatura più vicina, colpendola sotto il suo carapace alato. La bestia esplode in un disgustoso cumulo di poltiglia verde.
"Per la luce delle stelle", sussurro. "Hanno le ali."
Lo urlo alle altre: "Hanno le ali! Non devono raggiungere il campeggio!"
"Woo-hoo." Sento Jinx che si lancia nella mischia. "Shiro. Kuro. Vi sentite feroci?" I razzi partono ancor prima che finisca la frase. "Forza, nanerottola, è ora di schiacciare qualche insetto."
"Non me lo farò ripetere due volte, con l'alito che ti ritrovi!" urla Poppy in risposta.
Janna inizia a levitare. "Tieni duro, Lulu." Sento le sue dita stringersi intorno alle mie. La voce di Janna riecheggia nel campo.
"Per la tranquillità!" Una raffica di vento solleva la nebbia dalla radura. Molte delle creature, catturate dalle correnti turbinanti, vanno a sbattere contro i possenti tronchi degli alberi. Ora che non c'è più la nebbia, noto che ci sono molti più insetti di quanto pensassi. Non è come gli altri attacchi. Siamo nei guai fino al collo.
"Guardate, le nuove stelle!" Urla Lulu.
Cinque scie luminose solcano il cielo. Vengono dritte verso di noi. Le seguo con lo sguardo mentre atterrano. Le luci si separano e toccano il suolo della radura in una perfetta formazione a stella. Molte delle creature esplodono all'impatto.
Finito lo spettacolo, resto a bocca ancora più spalancata.
È Ahri col suo entourage. Miss Fortune, Syndra, Ezreal e anche la ragazza silenziosa coi capelli verdi.
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"Sei una Guardiana Stellare?" urlo io. "Siete tutte Guardiane Stellari?" Nessuno riesce a sentirmi, nella battaglia. Sono tutti impegnati a seguire i comandi di Ahri.
"È ora di brillare, ragazze", dice. Il suo sorriso basterebbe a illuminare tutta la radura. "Anche tu, Ezreal."
Si muovono all'unisono, efficienti e sincronizzati. Miss Fortune punta una scintillante pistola bianca e spara il primo colpo. Centra una creatura, perforandola e colpendo anche quella dietro. È la prima volta che la vedo sorridere e ringrazio la mia buona stella di non essere l'oggetto delle sue attenzioni. Ahri ed Ezreal entrano ed escono dalla mischia come dei lampi di luce. Le creature sono troppo lente per tener loro testa. Ahri ridacchia e manda un bacio a uno dei mostri più grandi che, con fare ancor più assente di prima, inizia a camminare lentamente verso di lei e la sua sfera luminosa. La sua risatina si spegne, lancia la sfera alla creatura e la fa esplodere in un tripudio di poltiglia scura.
Syndra è nelle retrovie, ma si lancia subito nella mischia con tre sfere. I ghigni maniacali sulle sfere potrebbero fare concorrenza persino a Kuro e Shiro. Al centro, la ragazza dai capelli verde menta alza una lunga asta verso il cielo, canalizzando la luce delle stelle. Guardandola, sento che il mio cuore si calma e il mio respiro si fa più regolare. Le sfere di Ahri colpiscono agevolmente l'ultima creatura, facendo piovere pezzetti di esoscheletro e poltiglia bioluminescente. Nel giro di un attimo è tutto finito.
Ahri si strofina la punta delle dita mentre recupera le sue sfere, chiaramente schifata dai residui delle creature. Syndra si trastulla con i suoi famigli viola, con quella sua tipica arroganza spontanea che la fa spiccare sul caos che la circonda.
"Una seratina tranquilla, eh, Soraka?" dice Ezreal, facendo l'occhiolino alla ragazza silenziosa. "Grazie per l'aiutino."
Soraka continua a sfoggiare il suo sorriso serafico, rispondendo a Ez con un cenno di entusiasmo.
Appagato dall'azione, Ez mi lancia un sorriso, mentre i suoi famigli alati si ripiegano ordinatamente nel suo guanto. Miss Fortune soffia il fumo dalle sue pistole, ignorandoli entrambi.
Il momento di pace dura poco, perché la terra viene sconquassata da un'altra scossa. In men che non si dica si apre uno crepaccio, sbalzandomi indietro. Sbatto la testa contro un tronco.
"Ahi." Cerco di scrollarmi di dosso il lamento metallico che mi sento nel cervello. Smetto di muovermi e mi sembra che la radura si stia deformando, come se il tessuto dello spazio e del tempo si stesse alterando davanti ai miei occhi. Il bagliore verde è tornato ed è più forte di prima.
"Lulu! Jinx!" Cerco le ragazze, ma vedo soltanto il colossale carapace di una sorta di insetto spaziale grosso come due elefanti che emerge dalla fenditura più larga.
Sento la terra che trema e noto una scia di luce davanti a me. Un guanto bianco mi afferra la mano proprio mentre la terra cede sotto ai miei piedi.
È Ez.
"Te l'avevo detto che ci saremmo ribeccati." La sua voce è sovrastata dal caos che ci circonda. "Forza, quel mostro interdimensionale non si farà certo esplodere da solo." Il mondo sta letteralmente andando a pezzi, ma lui continua a sorridere. "Sei pronta, stella?"
Annuisco. Mai stata così pronta. Mi solleva, lanciandomi nel cielo sopra il mostro. Da quassù riesco a vedere tutti.
Janna e Soraka respingono un'altra ondata di bestiacce che emergono dalle crepe. Ahri, Miss Fortune e Syndra iniziano ad occuparsene, cambiando posizione per combattere più agevolmente contro la creatura più grossa. Atterro vicina a Lulu, proprio mentre evita le tante zampe del mostro e Pix folgora gli insetti più piccoli. Vedo Jinx e Poppy, intente a stabilire un piano d'attacco appena fuori dal campo di battaglia. Riesco a malapena a sentirle.
"Vuoi che faccia cosa?" urla Jinx.
"Il razzo. Sparami sul razzo!" risponde Poppy urlando.
"Poppy!" esclama Jinx, in preda all'incredulità. Poi sfoggia un sorriso emozionato e abbraccia la piccola ragazza dai capelli blu. "Temevo che non me l'avresti mai chiesto."
Un secondo dopo Poppy sta cavalcando un missile, martello alla mano, verso le fauci della creatura. Il martello si schianta con un fragoroso schiocco. La creatura barcolla all'indietro. Ha i minuti contati. Alzo la mia bacchetta e canalizzo la luce delle stelle. Gli affilati incisivi della creatura mordono ferocemente l'aria. Il mostro vede Lulu ai suoi piedi e spalanca le mascelle.
Il mio raggio di luce lo colpisce in pieno, uscendogli dall'altra parte della testa. Il campo viene annaffiato da un getto di liquido tossico. La creatura emette un verso stridente e inizia a crollare.
Le sue pesanti zampe si rivolgono indietro, nei suoi ultimi spasmi di morte. Proprio dove c'è Lulu. Mi guardo in giro. Nessun altro può raggiungerla in tempo. Mi lancio e spingo Lulu lontano dal pericolo. Brandelli neri del mostro mi piovono addosso dall'alto.
Poi tutto diventa buio.

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☆ EPILOGO: LA LUMINOSA ASCESA.
La prima cosa che sento è il lieve sventolare di un telo. Poi mi arriva il canto degli uccellini. Ho le dita appoggiate su una coperta leggera. Apro parzialmente gli occhi. La luce del sole penetra da quattro piccoli fori sopra di me, abbagliandomi. Sono nella mia tenda.
"Ugh... Cosa..." Ho la gola così secca che faccio fatica a parlare. Cerco di mettermi a sedere, ma cambio subito idea perché il soffitto inizia a girare. "Sono...?"
"Non sei morta", risponde una voce stupenda.
Percepisco il tessuto ai piedi del sacco a pelo muoversi come se qualcuno vi si stesse risistemando. Strizzo gli occhi e cerco di vederci meglio. Ahri si sistema una perfetta ciocca color pesca dietro l'orecchio.
"Hai preso una bella botta, ieri notte", m'informa.
Gli eventi della sera prima iniziano a tornarmi alla mente in una carrellata incoerente. La corsa nella foresta. Il campo. Le creature. Lulu. Tutto che crollava intorno a me. Non è stato solo un sogno.
Scatto in piedi, pentendomi subito della mossa repentina, dal momento che il cervello sembra rimbalzarmi dentro il cranio.
"E Lulu? Sta..." Faccio una piccola smorfia di dolore. Mi strofino la fronte e cerco di cacciare il mal di testa.
"Stanno tutti bene. Sono a fare colazione", mi rassicura. "E a quanto pare, c'è un martello pronto ad assaggiare la mia zucca, se non avviso subito quella nanerottola blu che ti sei svegliata."
Ahri afferra una borraccia e me la porge.
La guardo e bevo un sorso di acqua fresca. Da quella distanza realizzo che non abbiamo molti anni di differenza. Ma le hai qualcosa di speciale. Più esperienza. Più sicurezza. Conosce l'universo e i suoi pericoli meglio di me. È perfetta per essere la nostra leader. Lo so.
"Volevo dirti che hai fatto la scelta giusta", mi dice. "Intromettendoti in quel modo per salvarla."
"Non ho fatto niente di speciale" rispondo io, respingendo il complimento. "Al mio posto, l'avrebbe fatto chiunque. È così che si comportano le Guardiane Stellari. Siamo sorelle."
Ride dolcemente, ma per un attimo un'ombra le balena negli occhi. Un secondo dopo è già sparita, facendola tornare alla sua maschera di perfezione.
"Non siamo sorelle", risponde a bassa voce, con la voce colma di rimpianti. "Siamo solo delle estranee che condividono un'esperienza in comune."
Si alza.
"Abbiamo sigillato il punto di incursione. Questa mattina tornerò in città con la mia squadra. Ci occuperemo noi di tutti i prossimi risvolti, qualora ce ne fossero. Tu puoi restare qui con le ragazze finché non vi sarete riprese completamente. Goditi il sole dell'estate. Dopodiché, vedi di non farti più schiacciare."
"Aspetta, come sarebbe? Non hai intenzione di unirti a noi?" Chiedo io, confusa. Ho la testa che mi pulsa. "Intendo, come leader. Con una squadra grande il doppio, abbiamo il doppio della forza. Siamo andate alla grande, ieri notte."
"Ti sei quasi fatta uccidere, ieri notte", ribatte lei.
Non la ascolto più. "Insieme non abbiamo nulla da temere."
"No, Lux", risponde con fermezza. "Insieme abbiamo molto più da perdere."
E così chiude il discorso. Ahri si gira e fa per andarsene.
"Le Guardiane Stellari sono una squadra", insisto. Deglutisco per sciogliermi il nodo in gola e continuare. Non la implorerò, ma magari posso farla ragionare. "È il nostro destino."
Ahri si ferma. Mi guarda attentamente. La tenda è aperta. Il sole che filtra all'interno divide il suo volto tra luce e ombra. "Destino?" dice lei, con una leggera amarezza nella voce. "Che brutta parola."
La tenda si chiude alle sue spalle. Mi sento scoppiare per la frustrazione. Lei è una leader delle Guardiane Stellari. Perché non vuole guidarci? Perché mi sta lasciando da sola? Guardo in alto. I quattro fori luminosi nella tenda danzano sopra di me.
Non sono da sola. Là fuori ci sono Jinx, Poppy, Lulu e Janna. Hanno bisogno di qualcuno. Non posso mollare, se sono l'unica cosa che hanno.
Mi alzo in piedi e barcollo verso la luce. Non ho tempo di aspettare che smetta di girarmi la testa.
Ha ragione Jinx.
L'estate non durerà per sempre.