Il castello era gelido e buio. Enorme, ma silezioso. Fin troppo per essere nel periodo dell'anno che più di tutti sprigionava luce in ogni parte del mondo. Belle la pensava così, era il periodo che più preferiva. C'è qualcosa di magico e soprattutto di buono nel Natale.
Per un attimo si intristì guardando le lunghe tende di grigio scuro macchiate, scendere lunghe sulle finestre a coprirne ogni spiffero . Era solita passare il Natale con la sua famiglia, a palazzo, qualcosa che non avrebbe mai più rivisto. Pensava a sua madre e ai balli che la notte di Natale l'avevano resa famosa in tutto il regno, ma sopratutto che avevano reso lei felice. Sapeva di aver perso quella felicità per sempre, ma non aveva alcuna intenzione di perdere anche il Natale. Si diede un'occhiata in giro, attraversò il grande salone facendo un piroetta e quando realizzò che Rumplestiltskin non c'era, prese il suo mantello e scappò in tutta fretta dal castello per dirigersi al villaggio più vicino.

Nel presente, a Storybrooke, Gideon non era l'unico ad aver raggiunto Belle e Rumple, pronti a partire alla ricerca del loro figlio, in quello che sarebbe stato un viaggio insidioso nel luogo in cui la Black Fairy regnava. Persino la donna aveva lasciato il suo posto per agevolare loro il compito, anche se di certo non era lì per questo.
Sorrise alla vista di suo figlio, The Dark One. Quando scorse accanto quella che veniva considerata la sua debolezza. Lo sapeva bene e la guardò con disgusto.
Entrambi si misero sulla difensiva e Rumple fece un passo avanti per proteggere Belle.
La fata scese dal suo lievitare accanto al giovane e lo avvolse in un abbraccio.
"E tuo padre che pensava che non sarei mai riuscita a crescere un figlio. Non che lui abbia fatto di meglio." Diede uno sguardo di disgusto a Rumple.
"Non è questo il figlio che avresti dovuto crescere." ribatté l'uomo. "Avrei dovuto crescere te" la donna si alterò e fece un passo avanti a Gideon puntando un dito al figlio. "ma mi fu detto di non essere il miglior esempio per un figlio, per questo mi allontanai e lasciai il mio unico nascituro a quel pazzo di tuo padre." si portò le mani in petto lievitando leggermente. "Eppure" scese in terra "è stato fatto un bel lavoro con te" iniziando a camminare in modo circolare per la stanza, poi si avvicinò tremendamente a Rumple, da poter sfiorare il suo viso e gli sussurrò quel "tu hai l'oscurità nelle ossa figlio mio." Emise un ghigno e tornò al suo posto mentre Rumple abbassò gli occhi e la testa verso destra ricordando a se stesso che quello che aveva detto non era errato.
Belle intervenne portandosi avanti al marito, forse, perché dopotutto, voleva proteggerlo oltre che cercare di riportare suo figlio da sé.
"Qualunque cosa tu abbia in mente, non riuscirai a impedirmi di salvare mio figlio." pronunciando quel pronome con enfasi e rivolgendosi direttamente alla fata.
"Oh ma tesoro" rise avvicinandosi alla donna e poi di nuovo accanto a Gideon "lui non ha bisogno di essere salvato, è tutto ciò che deve essere. E' la sua vera natura." Poi si rivolse verso Rumple "sembra che sia qualcosa che fai spesso con questa famiglia."
La ragazza stava per controbattere ma la fata la interruppe nuovamente: "è proprio questo quello di cui ho timore." indicando lei e il figlio con l'indice e il medio. "non che possa essere fermata" usci una risata fragorosa dal suo rossetto nero "ma non voglio impicci. Figlio!" urlò a GIdeon che non aveva tolto lo sguardo dai genitori nemmeno per un secondo. "Portali dove non ci daranno fastidio."
Prima che Rumple potesse contrastarlo con la sua magia, Belle sviò il suo il bersaglio urlando e spostando il suo braccio dalla traiettoria del figlio, dando così la possibilità di compiere il suo incantesimo e far sparire entrambi chissà in quale pezzo di universo.

Rumplestiltskin era tornato in anticipo al castello e immediatamente, notando l'assenza di Belle, si mise a correre in ogni punto dell'edificio per cercarla, trovarla e punirla per avergli fatto perdere del tempo.
Quando sentì scricchiolare la porta le si palesò davanti uscendo da una fumosa nuvola viola e oscura spaventando la ragazza appena tornata.
"Sei scappata!" le urlò in faccia mentre i suoi occhi diventavano rossi.
Belle aprì la bocca dallo stupore "Sono qui" disse posando le mani sulle sue braccia che si agitavano in cielo, più per confortarlo che per ribattere alla sua accusa. "Sono qui, Rumplestiltskin, sono tornata."
Sfilò via le sue braccia da quel tocco rassicurante e dopo un attimo si calmò "Sei qui. Perché sei tornata?" la guardava perplesso e con lo sguardo perso nella polvere galleggiante.
"Perché non potevo mica lasciarti in questo castello buio proprio quando si avvicina il Natale." Sorrise a trentadue denti, ancora più spiccante per via del contorno rosso delle sue labbra. Un sorriso rasserenante che non si sa come incantava anche Rumplestiltskin. Più volte si era chiesto quale stregoneria usasse contro di lui, ma in cuor suo sapeva che era tutto un altro tipo di magia.
"Che cos'hai con te Dearie?" guardando incuriosito lo scatolame che Belle teneva con sé.
"Addobbi di Natale!" rispose come se fosse ovvio "Te l'avevo detto che non ti avrei lasciato a festeggiare il Natale tutto solo." sorrise e si diresse verso il salone lasciando l'essere con più domande di prima nell'atrio del castello.

"Lo sapevo!" urlò Rumple mentre si guardava attorno nella radura verde brillante che li circondava. "Sapevo che non mi avresti fatto usare la magia." Si tolse dalle spalle qualche foglia. Si guardò per attimo per scoprire di indossare le stesse vesti del Dark One: un colletto nero gli contornava il collo e il petto, fatto con una pelle simile a quella di un coccodrillo. Un giaccone nero che scendeva sino ai polsi e lasciava spazio alle sue mani decorate con con più di un anello. Il vestito nero continuava fino suoi stivali.
Si trovava certamente in un posto in cui era stato il Dark One.
"Avresti usato la magia su mio figlio!" Belle aprì le due braccia e le portò in avanti pronunciando la frase come se fosse una giustificazione implicita. Anche il suo vestito era cambiato. Era un suo vecchio vestito, principesco quasi, ma molto umile, pieno di dettagli di un blu acceso e limpido. Persino la sua acconciatura era cambiata.
Erano solo alcuni degli indizi per scoprire in che posto si trovavano.
"Prima di tutto Dearie " si avvicinò di più al volto di Belle "Stavo solo cercando di evitare di finire chissà dove proprio per poter salvare nostro figlio." caricò di enfasi l'ultima frase "Si, nostro figlio Belle, potresti almeno accettarlo." la sua voce andò a sfumare nell'aria. La donna non ebbe il tempo di rispondere ma dal suo volto trasparì l'ammissione del suo errore.
L'uomo si voltò e iniziò a camminare in una direzione come se sapesse dove andare "E poi alla magia oscura si risponde con la stessa" si voltò di nuovo verso la ragazza aprendo le braccia. "Ed è colpa tua se siamo qui Daerie." concludendo il discorso e togliendole il permesso di replicare.
Rumple, seguito in silenzio da Belle, riprese il suo cammino verso la direzione sconosciuta che si rivelò essere la strada verso casa. In tutta la sua imponenza il castello di Rumplestiltskin si ergeva tra la raduna, in cima alla collina. Belle esplose in un sospiro di sorpresa mentre Rumple continuava a scrutare il luogo con sospetto. Non ci misero molto ad arrivare, era inevitabile una loro visita al castello, dopotutto era il luogo in cui tutto quello che aveva stravolto le loro vite li aveva portati ad oggi.
Immediatamente Rumple aprì la porta dell'entrata principale e catuamente entrambi proseguirono per il corridoio che li avrebbe portarti al salone principale, quando improvvisamente l'uomo spinse la ragazza verso la sua sinistra, il più possibile lontano dalla porta, nascosti dallo stesso muro che combaciava con quello del salone dalla quale tentarono di spiare le voci che l'uomo aveva sentito. Un suono familiare.
Diedero un'altra occhiata per scorgere qualcuno quando con grande sorpresa si videro lì.
"Questa è un'illusione" si voltò Rumple. "Non è reale."
"Questo è come recita l'amore Rumple." posò un mano un suo braccio mentre lo guardava riconoscendo a vista d'occhio il frammento temporale in cui erano capitati.

"Io non festeggio il Natale. Non so chi ti abbia detto il contrario ah ah ah ah" rise con la sua voce squillante e quella nota sarcastica mentre giocherellava con una decorazione dorata avvolgendola sull'indice sinistro.
Era seduto ad un angolo del lungo tavolo al centro della sala, accanto allo scatolone, mentre Belle si stava già occupando di appendere una ghirlanda alla parete.
"Tutti festeggiano il Natale" si voltò verso di lui, camminò all'indietro per poi fermandosi ad ammirare la posizione della ghirlanda con due mani sue fianchi. "Cosa ne pensi?" sorrise.
"Non mi piace." senza nemmeno girarsi per vederla e tirando fuori dalla scatola un pallina con delle decorazioni argentate e giocherellandoci tra le mani.
"Oh si" si avvicinò all'altro lato del tavolo e si sporse verso il suo padrone. "Ci serve un albero di Natale!" indicando la pallina.
Rumplestiltskin le avrebbe urlato contro se non fosse che era rimasto troppo tempo a fissare i suoi occhi e si lasciò di nuovo conquistare da quell'incantesimo. Con un balzo scese dal tavolo, fece il giro per raggiungere l'altra parte per prendere la mano di lei senza neanche esitare e con uno schiocco di dita trasportò entrambi fuori dal castello dinanzi a un bosco di abeti possenti che parevano appena verniciati.

"Andiamo!" senza pensarci Belle prese per mano Rumple e si precipitò in quel giardino che lei già conosceva.
"Deve essere una trappola Belle!" sputò una volta arrivati e ben nascosti dietro un albero. "Non capisci? Quella donna vuole farci credere che è reale."
"E' solo il nostro passato Rumple, ancora ci vedi qualcosa di irreale?" Rimasero a fissarsi negli occhi.

"Scegli quello che più ti piace" disse mentre apriva le braccia quasi a mostrarle lo scenario che aveva davanti come se ne fosse il creatore e subito la sua ferma figura venne smontata da un colpo.
Belle scoppiò a ridere mostrando sulle mani le tracce di neve e della sua colpevolezza.
"Osi sfidare Rumplestiltskin?" continuò avvicinandosi pericolosamente alla ragazza e prendendola da entrambe le braccia.
Belle cercava di trattenersi per ridere, poi non ne ebbe più bisogno quando era così vicina a quell'essere da poter vedere così limpidamente i tratti della sua pelle che lo caratterizzavano e la parte più dominante di lui, quegli occhi, di quel colore così sgargiante, che la guardavano con lo stesso sguardo di un uomo. La ragazza ne fu rapita e non riuscì a separarsi da quel tocco che ogni secondo diventata sempre più simile a un abbraccio. Stava per sentire il calore della sua camicia sbiadita e per sentirne il suo odore. Rumplestiltskin aveva quasi fatto scivolare il suo braccio destro sul fianco della ragazza e già sentiva la sensazione sotto ai polpastrelli di afferrare una donna non per combatterla o ingannarla con un accordo. Una sensazione nuova che venne interrotta dal suono della voce di Belle. "Mi piace quello." sfilò il braccio destro da quel nido per indicare il nulla, non avendo realmente scelto un albero a causa del suo sguardo sin troppo impegnato.
"Ehm certo, quello." Rumplestiltskin si sciolse dalla fune dell'abbraccio e scelse anche lui un albero a caso, come se fossero d'accordo. Lei annuì e la sensazione fu quella che si fossero realmente capiti ma nessuno dei due voleva dirlo all'altro. Lasciarono semplicemente che quel momento si dissolse nella nuvola magica che porto entrambi e l'albero nuovamente nel salone.

Rumple e Belle erano rimasti nascosti con le loro emozioni contrastanti addosso, pronti a portarli con sé per seguire loro stessi dove sapevano fossero andati.
Entrambi si alzarono in piedi, l'uno di fronte all'altra.
"Avrei dovuto baciarti" disse Rumple. Una frase che era in qualche modo passata per la testa di entrambi. Schioccò le dita e di nuovo quella nuvola gli avvolse.

Rumplestiltskin posizionò l'albero, sotto ordine di Belle, nell'angolo destro della sala, vicino alla porta e il salone acquistò già una nuova luminosità. Si fermano entrambi a guardarlo e lei gli sorrise. "Prendiamo le decorazioni?" e saltellò verso la scatola sul tavolo mentre lui rimaneva, nella suo mantello rosso, incredulo a guardarla. Tolse lo scialle dal collo e lo lanciò su un attaccapanni dall'altra parte della sala facendo centro. Si avvicinò alla ragazza e prese lo scatolone al posto suo, posandolo in terra accanto l'abete. Belle cominciò a estrarre le decorazioni e a posarle sull'albero. "Raccontami una storia." interruppe il silenzio. "Raccontami del Natale con tuo figlio."
Rumplestiltskin rimase in silenzio, fissando il ramo dell'albero e il gancio al quale stava appendendo una delle palline rosse.
Esitò prima di parlare. Baelfire era divenuto un ricordo amaro, per lui, negli ultimi anni e non era solito parlarne con qualcuno né di lui né di qualcosa riguardante il suo passato. Non fu molto dettagliato per questo motivo, gli bastò descrivere la felicità del volto di Baelfire illuminarsi quando il padre tornò a casa con un regalo per lui.
"Cosa gli regalasti?" chiese curiosa la ragazza.
"Un libro di eroi e cavalieri." il suo sguardo tornò a osservare il vuoto con amarezza. Che strana metafora di ciò che risiedeva in lui. "Fu l'ultimo Natale che trascorremmo insieme, poi anche il male di quell'incantesimo si innamorò della sua dolcezza e lo portò via da me."
"E fu anche l'ultimo Natale che festeggiasti" concluse la sua storia aggiungendone, senza intenzione, ancora più tristezza. Belle se ne rese conto così cambiò argomento. "Sai, anche mia madre mi regalava sempre dei libri per Natale, mi manca molto."
Rumplestiltskin non esprimeva emozioni.
"Organizzava sempre un ballo per Natale. Erano davvero bellissimi.
Dovresti farlo anche a tu, potresti riempire questa sala vuota." sorrise. "Un ballo?" si domandò con un dito alla bocca, poi fece scendere la sua mano e la porse a Belle. "Vorresti ballare? Possiamo farlo."
La ragazza esitò, poi prese la sua mano e si strinse a lui iniziando a dondolare. Rumplestiltskin cominciò a canticchiare una melodia rinchiusa tra le labbra che fece sorridere entrambi.
Dopo l'ultima giravolta lui parlò
"Ma siamo già in troppi qui Daerie." riprese il sorriso "e poi sembra che la tua presenza abbia già riempito questa stanza vuota." si fermano entrambi e restarono a fissarsi.

"Perché siamo ancora qui?" sbottò Rumple. "Avremmo già dovuto cercare un modo per tornare, andiamo." La prese per un braccio.
"Rumple!" urlò lei, nel modo più silenzioso che conosceva, sfilando il braccio dalla sua presa. "No ne me starò qui ancora per molto a guardare qualcosa che ho già visto."
Belle abbassò lo sguardo, colpita dalle sue parole e nonostante questo trovò il modo per ribattere. Rumple stava per lasciare il suo nascondiglio, quando lei riuscì a strattonarlo in tempo per non farsi scoprire.
"Se intervieni, cambierai il passato e ciò che sta per succedere non succederà più. Rumple, per favore. Se siamo qui ci sarà un motivo, dobbiamo solo capire il perché e tornare a casa. Fidati di me."
Ci pensò su e si rassegnò alla realtà. "Credi che dovremmo seguirli?" Belle sorrise. "No, credo di no."

A furia di parlare la decorazione dell'albero divenne sempre meno importante di tutte le cose che avevano da dirsi e pian piano era divenuti consapevoli che fosse un peccato sprecare tutti quegli sguardi se non per scambiarseli a vicenda.
Rumplestiltskin la sentì di nuovo quella magia e stavolta, solo per stavolta, aveva deciso di farsi rapire. Belle era lì, candida e con due occhi da cerbiatto. Non esitò un solo istante a baciarla per la seconda volta da quando l'aveva conosciuta. Questa volta nessuno dei due si ritrasse, al contrario, l'attrazione era così forte che portò entrambi a distendersi sul pavimento, non importava che fosse gelido, importava solo quello che stava succedendo. Nessuno dei due, dal giorno in cui si erano incontrati avrebbe mai pensato di ritrovarsi in una situazione simile, ma se l'amore per Belle era qualcosa che doveva essere scoperto, avrebbe dovuto sapere che si sarebbe trovato così infondo e che quello era solo il primo passo per trovarlo.
Egli si poggiava al corpo della ragazza, poteva sentirne il cuore sull'orlo dell'esplosione. Doveva essere scontato, per lui, che tutto si presentasse come fu per gli momenti assieme a una donna, ma Belle era differente. Così fragile da spezzarsi tra le braccia di un uomo, quelle in cui evidentemente non era mai stata.
Ripensandosi si ritrasse. "Non meriti tutto questo." poi un altro bacio ancora e pensò che se dove spezzarsi tra le braccia di qualcuno avrebbe voluto che fossero le sue. Si ritrasse un'altra volta senza dare l'opportunità a Belle di rimettersi in piedi, la sollevò tra le sue braccia e scomparirono nelle stanze di Rumplestitskin.

I due uscirono finalmente dal loro nascondiglio, un po' imbarazzati e senza nulla da dire. Le guance di Belle divennero rosse. Entrambi si rappresentavano benissimo in quella cornice, anche dentro di sé sentivo di essere tornati indietro nel tempo. Rumple si guardò intorno sospirando, un po' quel posto gli mancava davvero.
"Avremmo potuto riempire questo posto." sussurrò Belle già vicino alla teca di vetro, accarezzandola con una mano, che dentro conteneva la tazzina scheggiata. "Avremmo potuto portaci Gideon è mostrargli tutto questo." si portò la stessa mano alla bocca. "Saremmo potuti essere felici."
"Felici mmh." .
"Felici come loro" si voltò verso di lui, ancora una volta nello stesso posto era in piedi a fissarlo in quel castello.
La magia che custodiva era rimasta lì, forse ad aspettarli per ricordare loro cosa gli avesse fatti innamorare, solo così si resero conto che erano ancora una volta in piedi, l'uno di fronte all'altra a guardarsi come si guardavano in quel castello.
Del tempo era già trascorso quando la voce di Rumplestiltskin ritornò a risuonare nella stanza vuota. Stavo farfugliando qualcosa tra sé a se stesso. Un po' come al solito con quella sua voce strizzante. Di Belle non si vedeva l'ombra.
Una volta entrato nella sala, la porta dietro di lui si spalancò e La Regina si materializzò impeccabile, nel suo vestito nero e merletti nel salone del suo maestro.
"Regina" strillò.
"Ti vedo in forma." disse sorridendo aggirandosi intorno a lui come un avvoltoio.
"Cos'è successo qui? E' passato un Oscuro Babbo Natale?" si voltò stranita verso le decorazioni e l'albero ridendo. "Ho bisogno di un accordo." si fermò posando un dito sul suo petto.
"Riguardo a..?" dondolò il suo indice in aria ritraendosi.
"Voglio lei." puntò il dito verso Belle che aveva appena varcato la soglia della sala.
"Non puoi averla." rispose deciso.
Ancor prima di saperlo, percepì il pericolo e fece sparire Belle con un schiocco di dita.
La Regina sorrise e iniziò a passeggiare per la stanza. "Mi serve per uno scambio, ho una certa merce da scambiare e mi sembrava che tu non la volessi più tra i piedi. Ti faccio un favore."
"Rassetta bene ah ha ah ah " rispose ridacchiando.
"Come fai a sopportare di tener in casa tua, la tua più grande tentazione.." protrasse il viso accanto al suo orecchio. "la tua debolezza." pronunciò lentamente le ultime parole.
Rumplestiltskin non resistette un attimo e si alterò sin da subito. Gli occhi divennero ancora più rossi e il viso si corrugò facendo stridere i suoi denti sporchi. "Io non ho debolezze!" urlò in faccia alla donna con una voce più profonda di quella attuale.
"Oh, non alterarti Rumple, pensavo di esserti utile, invece." si fermò "un momento..." iniziò inspiegabilmente ad annusare l'aria. "Sento, qualcosa che non va, c'è odore di anni trascorsi e di viaggiatori. C'e odore chi si trova in un tempo sbagliato."
Rumplestiltskin finse di non badare a lei ma diede lo stesso uno sguardo intorno e annusò l'aria per sicurezza prima di essere interrotto nuovamente dalla Regina.
"Comunque sia, non ho intenzione di uscire da qui, finché non avrai confessato cosa provi per quella donna. Voglio sentire Il Dark One pregare di lasciare andare l'unica cosa a cui tiene per davvero." E mentre parlava lo aveva colto di sorpresa: utilizzò la sua magia in una stretta mortale al collo dell'essere, tanto da farlo sollevare in aria.
"Rumple!" Belle uscì dal suo nascondiglio lasciando perplesso suo marito che per creare ulteriore danno rimase nascosto farfugliando il nome della ragazza.
Non appena Regina la vide sorrise e lasciò la presa al collo per scambiarla con quella della donna. "Scusami Rumple" sussurrò rivolgendosi più al suo amato che a quello che aveva davanti nonostante le ispirasse una protezione più familiare che mai.
Il marito non accennò a muoversi: da una parte avrebbe di sicuro sconvolto il tempo, rivelandosi e dall'altra avrebbe fatto lo stesso la morte di Belle. Fortunatamente Rumplestiltskin fu abile nel colpire
Regina con la sua magia oscura, evidentemente più forte e contemporaneamente fece sparire Belle ancora una volta. Rumple catturò il momento in cui si dissolveva e ne seguì le tracce trasportandosi anche lui nel luogo in cui era stata mandata la donna.

Atterrarono nello stesso istante sulla terra ferma nella libreria del castello stupiti l'uno dell'altra di ritrovarsi ancora insieme.
"Come ti è venuto in mente?" Sbottò Rumple. "Come hai potuto mettere a rischio la storia, il tempo, la tua vita?" posò le mani sulle spalle della giovane. "Belle.." sussurrò senza fiato.
"Non potevo vederti in quello stato, non dopo quello che c'è stato, ti stava facendo del male." concluse come se la motivazione della sua azione fosse sottintesa.
"Belle, non mi avrebbe fatto del male, io ho il potere dalla mia parte. Sapevi che non avrebbe ottenuto ciò che voleva."
"Non mi importa. Io sono dalla tua parte, non la tua magia. Non mi importa in quale universo, in quale tempo o costellazione potremmo trovarci, ma io ti salverò sempre Rumplestiltskin."
L'uomo non prese neanche un briciolo di fiato e le regalò un bacio lungo, senza esitare.
Un bacio che da troppo tempo attendeva d'esser liberato ma che sapeva aspettare che il momento perfetto gli facesse da ambientazione per quella ricongiunzione tanto attesa.
"E' proprio questo il mio timore." la voce della Black Fairy risuonò nella mente di Belle facendola sobbalzare ancora con il viso nella mano di Rumple.
"Ho capito! E' questo quello che tua madre temeva." l'uomo non la comprese immediatamente. "Noi, temeva che potessimo ricongiungerci." sorrise e concentrò il suo sguardo nei suoi occhi. "Rumple, l'amore è la magia più potente che esista, anche più potente di lei. Possiamo salvare nostro figlio."
L'uomo rilassò il volto finalmente posando il suo capo contro quello di Belle, respirando e basta. "Gideon ci ha mandati qui." continuò lei. "Lui sapeva. Conosceva questo posto e quello che rappresenta." si morse il labbro inferiore sorridendo. Alzò il suo volto e guardò Rumple. "Ora dobbiamo solo trovare il modo di tornare a casa."
"So come fare. Nostro figlio è più intelligente di quanto pensiamo: ci ha dato un modo per scappare."
In un batter d'occhio si ritrovarono nell'ala del castello in cui era situata la stanza che Rumplestiltskin utilizzava per comporre le sue posizioni. Si mise velocemente a cercare una boccetta di color rosa acceso e quando la trovò si assicurò di trovare un posto adatto per aprire il portale. Furono di nuovo davanti all'entrata principale, fuori dal castello. Rumple gettò la boccetta in terra e ne fece cadere il fagiolo magico che aprì velocemente il portale verso Storybrooke. I due amanti si guardarono, diedero un'ultima occhiata a quel posto, pensando se mai avrebbero avuto la possibilità di rivederlo. Belle prese la mano di Rumple spaventata ma decisa, nello stesso momento in cui Rumplestiltskin e Belle erano corsi a trovare il motivo del rumore che portale provocava. Entrambi videro le due figure gettarsì nel vortice rosa e prima che Il Dark One potesse seguirli, il portale si chiuse davanti ai suoi piedi e alla sue braccia aperte nel tentativo di pescare ciò che aveva visto cadere giù.
Belle si avvicinò a lui, immobile e incredulo su quel terriccio incolto. "Sembra che io sia venuto a trovarmi ah ah ah." sorrise congiungendo i polpastrelli e le punte delle sue lunghe unghie. Fu Belle a rompere quel gesto prendendo la sua mano sinistra e stringendola tra la sua. Diede un lungo sguardo a Rumplestiltskin che ricambiò non appena vide il sorriso rassicurante della giovane che lentamente gli sussurrò: "Si tenevano ancora per mano."