«Ci siamo persi» ammisi sedendomi su un masso con aria delusa. Will mi guardava sconsolato dall'alto: «Beh.. proviamo ad andare avanti e... — non seppe finire la frase — tra poco farà buio, o ci sbrighiamo o dovremo trovare riparo per la notte» «Non ci penso neanche a rimanere qui di notte!» Esclamai alzandomi di scatto, la canotta rosa cipria si abbassò di pochi millimetri e a Will cadde d'istinto lo sguardo, io arrossi e cercai di guardarmi in giro. Che nervi quando faceva così, mi faceva sentire più a disagio di quello che già ero.

Il paesaggio era fantastico, gli alberi erano alti e non lasciavano traccia del cielo, sentivamo il cinguettio incessante degli uccellini accompagnato dal fruscio del vento tra i rami degli alberi, meravigliosi fiori colorati erano ai piedi dei tronchi circondati da farfalle colorate, api e libellule. Probabilmente più avanti c'era un ruscello perché si sentiva il gorgoglio dell'acqua e il rumore di piccole cascate. Continuavo a girarmi intorno stupefatta per la bellezza di quei luoghi naturali, dei suoni, dei colori, degli odori dei fiori e di foglie. «Will, Will — lo chiamai a pochi metri di distanza davanti a me — Will, per favore fermiamoci» «Hai detto tu che non avresti mai trascorso la notte all'aperto» «Si ma questo non vuol dire che dobbiamo rimanere senza polmoni» dissi ironica «E poi comunque ci dovrebbe essere un ruscello tra poco» continuò «Come fai a dirlo?» chiesi senza fiato facendo fatica a restare in piedi, lo zaino pesante mi spaccava le spalle, volevo levare la felpa addosso ma non riuscivo a pensare come sarebbe stato rimettere lo zaino in spalla una volta tolto, quindi rimasi così.

Non rispose alla mia domanda e pochi passi dopo ci trovammo davanti un ruscello abbastanza in piena. «Fermiamoci in quella pietra e mangiamo qualcosa» approvai assolutamente l'idea di Will e mi sedetti su una pietra. «Sai cosa sarebbe bello, fai un bel bagno. D'altronde il ruscello sembrava più un fiume e l'idea di rinfrescarmi non mi dispiaceva affatto ma tirai fuori una scusa: «non ho il costume» «Hai le mutande? — io annuii — allora non c'è problema e mi tirò dentro vestita. L'acqua gelata mi fece rabbrividire, Will si tolse la maglietta rimanendo a torso nudo, ebbi il suo torace ben scolpito davanti i miei occhi che si incantarono davanti a lui, poi mi schizzò con quell'acqua ghiacciata e mi difesi finché non ci trovammo con le labbra a pochi centimetri di distanza, potevo sentire il suo fresco alito al sapore di menta ed il suo cuore pulsare, ci guardammo e poi un bacio profondo, sentii il mio corpo riscaldarsi e per qualche strano motivo attrarsi dal torace di Will, iniziò a baciarmi il collo, mi tolse la maglietta e baciò il mio seno, i nostri corpi non si staccarono finché mi ritrovai con solo le mutandine di pizzo bianche addosso, iniziai ad avvampare e sentire dei brividi trascorrermi tutto il corpo, era così piacevole rimanere attaccata a lui, non volevo rovinare tutto, ma lo feci: mi staccai da Will e mi rivestii subito.

Non so per quale motivo, Will mi piaceva, anche tanto, ma io ero Christie e questo il mio carattere.

Non ci parlammo più per una mezz'oretta di cammino, finché lui non si taglio per sbaglio il braccio contro un ramo: grugnì ed emise un gemito «Che hai fatto Will?» Chiesi d'impulso dimenticandomi della scena al fiume. Il braccio gli sanguinava, io mi tolsi la canotta e la strappai in modo da creare una fasciatura. Stavo sudando mentre la legavo al braccio così poi mi raccolsi i capelli in una bassa coda. Caddi di nuovo nei suoi profondi occhi scuri e lo baciai, mi sedetti sopra le sue gambe e gli tenni il viso puntato su me. «Christie io ti amo» ammise col fiatone per via del lungo bacio, lo guardai e mi lacrimarono gli occhi «Ti amo anch'io»

Ci fermammo lì per la notte, montammo la tenda ed iniziammo a fare l'more. I suoi sguardi, le sue carezze, i suoi baci, il contatto con lui, mi faceva tutto impazzire.