“A mille ce n’é, nel mio cuore di fiabe da narrar. Venite con me, nel mio mondo fatato per sognar…
Non serve l’ombrello, il cappottino rosso o la cartella bella, per venire con me….Basta un po’ di fantasia e di bontà.”
Le persone che hanno vissuto in quel periodo si ricorderanno di sicuro di queste parole che erano contenute in quella canzoncina così bella e dolce che introduceva la nostra fantasia in una indimenticabile nuova avventura. Era il testo del brano scritto dal compositore Vittorio Paltrinieri che precedeva una favola della serie “Fiabe Sonore” , ovvero una raccolta che fu pubblicata dai fratelli Fabbri dal 1968 al 1970. Assieme ai 45 giri che raccontavano queste storie meravigliose, noi bambini degli anni sessanta, avevamo il mangiadischi di plastica rossa ed il libro illustrato che aiutava la nostra immaginazione con splendide immagini disegnate da artisti famosi. Vinili che contenevano le suggestive narrazioni del cosiddetto“Cantafiabe” che tra note d’arpa e vocine strane ci facevano entrare in un’altra dimensione. Credo fossero circa 150 favole illustrate, che poi vennero riproposte negli anni successivi a più riprese. Che nostalgia . Io poi, essendo una persona particolare, non avrei mai voluto uscire da quel mondo, un po’ perché lo consideravo il mio mondo, un po’ perché quello vero che mi circondava mi faceva tanta paura . Ad essere sincero penso che alcuni di noi, alludo a quelli un po’ più fragili degli altri, avrebbero meritato e meriterebbero una dose più elevata di calore umano , di affetto e di sentimenti sinceri. Nella vita spesso non si ha quel che si merita e può capitare di essere costretti a convivere con alcuni rimpianti. Non é così difficile. Vivere all’interno di una famiglia poco serena e magari piena di conflitti, avere avuto la sfortuna di incontrare persone poco equilibrate, non avere avuto nessuno che ci abbia guidato in modo graduale e premuroso verso la scoperta della vita.
Poi c’é l’amore. Il mio amore di bambino si chiamava Sylvie Vartan, perché lei sembrava una fata.
Era lo stesso anno delle fiabe sonore, il 1968. Una ragazzina che sembrava una creatura che proveniva da quel mondo magico attraversava con la sua immagine perfetta gli schermi in bianco e nero che concedevano a noi bambini di colorare con la fantasia tutto quello che vedevamo. Sylvie Vartan era ed é bellissima, ballava mentre cantava, ed aveva un accento francese che mi affascinava moltissimo.
Nacque nel 1944 in una piccola cittadina della Bulgaria . La sua famiglia poi si trasferì prima a Sofia e poi a Parigi nel 1952. Sylvie era una biondina attraente con uno stile unico che si appassionò fin da giovanissima alla musica, aiutata anche dall’attività di suo fratello che trovò un lavoro alla RCA , la casa discografica. Il suo debutto fu come un sogno che si avvera, un’improvvisa pioggia di petali rosa, un bacio pieno d’amore. Era il 1961 e la giovane promessa della musica francese aveva solo diciassette anni e cantava una canzone che s’intitolava “Quand le film est triste “. Dopo pochi anni conobbe il celebre cantante Johnny Hallyday, al secolo Jean-Philippe Smet, che diventerà presto suo marito. Nel 1964 per via della sua bellezza lasciò senza respiro perfino i Beatles, che conobbe a Parigi quando aprì il loro concerto al teatro dell’Olympia.
Sylvie Vartan a vent’anni divenne la cantante più famosa di Francia. Il successo anche all’estero non si fece attendere e la reginetta dello “yéyé”, come venne subito soprannominata, diventò popolarissima anche in Italia con il boom di alcune sue canzoni cantate in italiano come “Zum, Zum,Zum”, “Come un ragazzo”, “Irresistibilmente” e con la sua continua presenza ad alcuni famosi programmi televisivi dell’epoca tra cui “Canzonissima” e “Punto e Basta”.
Poi uno schianto terribile in automobile vicino a Parigi e tutto improvvisamente cambiò. Una lunga convalescenza a seguito di vari traumi fisici e probabilmente anche psichici.
Dopo quattro anni, nel 1973, un altro grande successo quando cantò insieme al marito il brano “J'ai un problème” che raggiunse il primo posto delle classifiche francesi. Nel 1981 i due si separarono, dopo aver vissuto una lunga e tormentata storia d’amore , dalla quale nel 1966 nacque il figlio David .
Sylvie negli anni continuò la sua carriera artistica con una lunga serie di successi sia come cantante che come attrice.
La mia fatina pochi giorni fa ha compiuto 73 anni .
Le “Fiabe Sonore” finivano così : “Finisce così, questa favola breve se ne va. Il disco fa click e vedrete fra un po’ si fermerà, ma aspettate ed un altro ne avrete. “C’era una volta il Cantafiabe dirà ed un’altra favola comincerà.”
Invece il mio racconto termina qui, tanti auguri Sylvie!