"E se piovessero caramelle?" Lorelai camminava frettolosamente verso la casa di Sookie per riorganizzare la festa per la bambina. "Darebbe un tocco in più agli addobbi che hai comprato."
"Che hanno di male i miei addobbi?" Rory la seguiva tentando di non far cadere le tre buste di Doosey's che stava trasportando.
"Oh honey, Yale è un'ottima scuola, ma non ti hanno insegnato come organizzare una festa."
"Insegnami tu, dea delle feste."
Le due donne entrarono in casa e posarono le buste sul tavolino.
"Oh Lorelai! Rory!" Sookie agitò le braccia al cielo.
"Rimani seduta lì e lascia fare a noi."
"Non avrei comunque il tempo, ho fatto tre torte diverse."
"Tre torte Sookie!" si lamentò Lorelai.
"Martha non sembrava convinta." Rise toccando il naso della bimba nella culla bianca.
Lorelai e Rory si guardarono. "Mi sembra logico." disse l'ultima.
"Rallegrati Sookie perché questa serata sarà terreno fertile per gli alcolisti anonimi." Tirò fuori dalla busta di Doosey's una bottiglia.
"Mamma!"
"L'ho messa nella busta di Taylor così che tu non potessi bacchettarmi." sorrise alla figlia.
Sookie sembrava felice. "Spero che a Martha non dispiaccia."
"Andrete all'inferno." concluse Rory.

Più tardi la festa scorreva liscia, Rory era impegnata a conversare con Lane mentre Lorelai era in un angolo a osservare la festa bevendo qualcosa di giallastro.
"E' normale tutto questo alcool per la festa di una bambina?"
Lorelai inghiottì un sorso. "Luke, per te sarebbe troppo anche per un addio al celibato. E poi Sookie ne aveva tanto bisogno." Tamburellò le dita sul suo petto.
"Che cosa ne pensi?" bevve ancora.
"Non la vedo molto lucida."
"Di Martha, la bambina."
Luke sospirò e guardò perplesso la donna. "Sembra soffice."
"Si, soffice." fece un altro sorso. "ma ti piace, ti piace?"
"Beh se continua a mantenere questa distanza credo di si." congiunse le mani e rivolse lo sguardo alla bambina in braccio a Sookie. "Guardala sembra che stia progettando qualcosa."
"Chi, Sookie?"
"La bambina. Sembra stia progettando la fine del mondo."
"Luke, è una neonata!" Rise "starà pensando alla sua pupù."
"Non mi piace, non mi piace." bevve la sua birra.
Lorelai rimase a fissarla.
"Tutto bene?"
"Mh, bene" Farfugliò senza guardarlo.
"IO NON FACCIO DA CAMERIERE"
"Michel!" Sobbalzò Lorelai senza avere la possibilità di continuare. "Io non sono un cameriere, sono un raffinatissimo concierge, ho frequentato una scuola alberghiera francese di eccellenza e non posso fare il cameriere per la festa di una bambina." respirò "Mi fanno male le cuticole."
"Michel, chi ti ha detto di fare il cameriere?"
"Sookie! Quella spregevole donna, spero che i suoi figli non le assomiglieranno. Lei dice: 'Michel tu lavori in un albergo, solo tu puoi farlo.' ed io: 'tu sei uno chef, lavori in cucina.' e lei: 'io devo stare con Sarah...'
'Sarah?' lo interruppe.
'Sarah, Sarah la bambina!'
'Martha!"
"Non mi interessa." si imbronciò e smise di urlare in quel francese fastidioso.
"Ti senti trascurato Michel?"
"Forse farei meglio a bere e a dimenticare questa serata." rubò dalla mano di Lorelai il suo bicchiere e bevve un sorso. "Aaah, questo non è alcool. Che conversazione inutile. E si allontanò con il vassoio in mano.
"Non stavi bevendo alcool, ti senti bene?" insistette Luke.
"Mh, tutto bene, facevo una pausa." sorrise. "Forse sarà meglio che vada, ho un po' di mal di testa, sai, l'alcool." Rise alzando il bicchiere di succo di mele.
Prese in fretta il cappotto salutando il fidanzato e proseguì per la via di casa. Attraversò il cortile, due passi sullo scalino e tornò indietro. Era buio e sembrava non ci fosse nessuno intorno, così senza pensarci corse verso la jeep e stava già andando verso Hartford.
La luce era abbagliante. "Perché le luci delle farmacie sono così forti? Ti fanno abituare alla luce del paradiso o semplicemente perché così possono spiare qualsiasi cosa tu stia comprando?" Pensò Lorelai. "Sto diventando paranoica." ammise alla fine davanti alla commessa che stava imbustando la sua scatola. "Arrivederci." farfugliò alla cassiera perplessa.
Non poteva tornare a casa, se avesse buttato la scatola nella spazzatura lo avrebbero trovato e sarebbe stato sulla bocca di tutti prima che Luke lo sapesse, che fosse stato negativo o meno.
Lorelai strizzò gli occhi e poi si fece coraggio.
Dopo una quindicina di minuti si trovò a camminare lentamente nel giardino e ad aprire silenziosamente la porta. Sarebbe stato difficile fare le scale al buio ma senza emettere un suono passò davanti alla stanza dei suoi genitori e corse in bagno appena intravide la struttura della porta.
Dopo qualche minuto quella stessa la porta si riaprì.
"Lorelai!" Emily parlò con una voce assonata poggiandosi una mano sul cuore. "Per l'amore del cielo che cosa ci fai qui?"
"Dovevo fare la pipì." sorrise.
"Ma non ce l'hai una casa?" si lamentò, poi distolse lo sguardo dal vuoto e si concentrò su quello che Lorelai aveva in mano. "Oh mio Dio!" urlò
"Non urlare! Sveglierai papà."
"Oh tuo padre non si sveglierebbe nemmeno sotto bombardamento. L'altra sera si è addormentato all'opera senza curarsi che eravamo insieme ai Winchester." Si sedette affianco a Lorelai posando entrambe la mani sulle gambe.
"Come biasimarlo."
"Perché sei venuta qui Lorelai?" si fece seria.
"Non sapevo dove andare."
Emily sorrise. Non era un sorriso del tutto felice. Sapeva che non era venuta a casa sua perché voleva che le stesse vicino in quel momento, ma era venuta a casa sua. Non si nascondeva da lei come accadde con Rory e sembrava sorprendentemente rilassata nello scoprire che Lorelai stava facendo un test di gravidanza nel suo bagno, di notte. Mise un braccio intorno alla sua spalla e la donna non si ritrasse anzi, le faceva inspiegabilmente piacere che qualcuno fosse lì a sostenerla anche se quel qualcuno era Emily.
"Quanto manca?"
"Credo che adesso dovrebbe essere pronto." Le tremava la bocca e le tremavano le mani.
Emily sfilò il test dalla mano di Lorelai, troppo debole per stringerlo. La sua faccia era rilassata. Non le diceva nulla. Fargugliò un 'mh' e poi diede un bacio sulla guancia a Lorelai passandole il test.
"Ne riparleremo a cena venerdì." sorrise e tornò nella sua camera. Non sembrava eccessivamente stravolta.
Lorelai scrutò il risultato del test: Positivo.
Lo sapeva, se lo sentiva da giorni. Era una cosa negativa o positiva? Che ironia. Chiuse gli occhi e si trascinò fuori dalla stanza. Una volta nel cortile gettò il test nei bidoni, almeno qui nessuno avrebbe chiacchierato su di lei. Un grande respiro fece da colonna sonora nella notte buia di Hartford. Era la seconda volta che Lorelai si trovava lì, in quella casa e incinta.

"Quindi è questo il famoso giornale di cui diventerai la star?" Lorelai se ne stava seduta reggendo una tazza di caffè sulla scrivania dell'ultima postazione presente nella prima sala della redazione mentre Rory raccoglieva dei documenti.
"Lo sono già ma mantengo l'anonimato, come Batman." sorrise.
"Salverai delle vite."
"RORY QUEI NECROLOGI!" urlò una voce maschile dall'altra parte del muro.
".. o forse no." Lorelai sorrise scendendo dalla scrivania e seguendo Rory che era già nel corridoio a grande velocità distrubuendo documenti a destra e a sinistra.
"Non ti fermi mai, rallenta!"
La ragazza si fermò per un attimo. "I supereroi non si fermano mai." agitò dei fogli tra le mani.
"Anche Bruce Wayne ogni tanto lo faceva, giuro di averlo visto."
"Quando hai visto Bruce Wayne?"
"Nel Maine."
"Quando sei stata..?" Lorelai la interruppe afferrando entrambe le sue braccia.
"Dobbiamo parlare. Vorrei invitarti a cena."
"Vuoi invitarmi a cena? Cos'è una dichiarazione?"
"Oh si, ti prego non farti frenare da Logan."
Rory rise. "Quando? Stasera da Luke?"
"No, non da Luke. Qualcosa a New Heaven? Oh magari Venerdì, stasera devo lavorare."
La ragazza sembrava sospettosa. "Ma Venerdì c'é la cena dalla nonna.".
"Oh credimi lei sa già abbastanza. 19.30?" fece un sorriso convincente.
"19:30."

Emily era seduta già da venti minuti con la tazzina di caffè in mano guardando nel vuoto e occasionalmente dando un'occhiata al giornale che aveva davanti.
"Dovremmo fare qualcosa per Lorelai." sbottò.
"mh mh." sospirò Richard indaffarato a leggere una pagina dopo l'altra. "I Rocherford hanno annunciato un altro matrimonio, non vedono l'ora di liberarsi dei loro figli." emise un ghigno.
"Richard ascoltami quando ti parlo.."
La interruppe "Sono d'accordo Emily cara."
"La prima volta non potevamo, sarebbe stato inopportuno, questa volta potremmo parlarne ai nostri amici e invitarli al party, potremmo fare un party a tema oppure no, oppure.."
"Emily!" alzò lo sguardo dal suo giornale. "Un party va bene e sta tranquilla."
"E se lei non lo volesse?"
"Perché mai?"
"Sembrava così sconvolta..."
Richard si alzò dalla sedia in tutta la sua imponenza e si affiancò a Emily prendendole la mano. "Rilassati Emily, sono sicura che farai un magnifico lavoro, come sempre e non preoccuparti per Lorelai è una donna, per certi aspetti, molto matura adesso."
La donna sorrise al marito, si alzò dalla sedia e corse verso il telefono.
"Rory?"
"Nonna!" la ragazza cercava di tenere in mano un paio di scatole mentre rispondeva alla chiamata.
"Vi dispiacerebbe Venerdì venire a cena alle 18:30?"
"18:30?" farfugliò mentre sentiva che qualcuno in redazione urlava il suo nome.
"Si, 18:30 sto organizzando qualcosa per tua madre, ti prego non dirle nulla." Rory non fece in tempo a rispondere, distratta dal baccano "Perfetto, 18:30, puntuali. Buona giornata." e chiuse la chiamata.

"Ho bisogno di caffè." Lorelai si lamentava già da un po' appoggiata al bancone del ristorante sventolando una tazza vuota quando Lane le si presentò davanti.
"Scusa Lorelai oggi abbiamo più clienti del solito e Luke non c'è." la ragazza le versò il caffè e le passò una ciambella zuccherata.
"Luke non c'è?"
Improvvisamente la porta sbatté alle sue spalle e Luke camminò velocemente dietro al bancone prendendo il suo taccuino per le ordinazioni e iniziando a scrivere.
"Cosa fai?" inclinò la testa verso sinistra.
"Una lista delle cose che mi servono per uccidere Taylor. Ogni anno! Ogni anno organizza questa stupida festa della marmotta, costringe gli abitanti di questa stupidissima città a vestirsi da stupidissime marmotte che spaventano la gente e spaventano i clienti che sarebbero gli abitanti di questa stupidissima città!"
"Wow! Sembra proprio una stupidissima giornata."
"Oh e poi mi ha dato questo." sbattè sul bancone un libro marrone.
"Cos'è?" Lorelai iniziò a sfogliarlo anche se ne era poco interessata.
"Un menù! 'Il menù della marmotta'! il menù della marmotta nel mio locale!"
"E' divertente."
"E' a forma di marmotta!" aprì le braccia sbigottito. "Questo non è un parco divertimenti, questo è un locale: la gente viene qui, si siede, mangia, paga e va via. No divertimenti e no marmotte. Se vogliono divertirsi che vadano a Las Vegas... Oh no, no no Taylor! Giù le mani dal mio locale!" e corse via fuori dalla porta infuriato con l'uomo che stava cercando di appendere dei festoni alle finestre del locale.
'Non era il momento giusto.' pensò Lorelai. Avrebbe voluto trovare un momento per parlagliene o meglio organizzare il modo e il posto dove parlargliene, magari la cella frigorifera del Dragon Fly, almeno lì non sarebbe potuto fuggire via come in un cartone animato. In realtà non aveva la minima idea di come e quando parlargli. Si limitò a sospirare prima dello squillo del suo cellulare.
"La nonna ci ha incastrate.'
'Lo so tesoro, è da quando avevi tre anni che cercavo di dirtelo, non hai mai voluto ascoltare, continuavi a sgranocchiare una ciambella di gomma." fece l'imitazione di stringerla in mano.
"Dovremmo cancellare la nostra cena a lume di candela Venerdì."
"Perché?"
"La nonna non l'ha detto, ma pare che stia organizzando qualcosa."
"Da quando in qua ti lasci manipolare dalla nonna?" "Da sempre. A Venerdì."
"A Venerdì." Lorelai chiuse la chiamata e rimase lì a pensare tra le urla di Luke e Taylor.

"Allora: bevi in fretta il tuo drink, cena veloce, dì ciao e siamo fuori per la nostra serata."
"Abbiamo già discusso del piano. Torniamo a Yale, prendiamo i dolci e la notte sarà tutta per noi!" Alzò le mani con un'esagerata gioia.
Lorelai suonò il campanello davanti a lei, la cameriera prese il loro capotto ed Emily arrivò di corsa alla porta senza dare il tempo alle due donne di salutare.
"Lorelai! Finalmente sei arrivata! Sono tutti di là."
"Tutti chi?"
Emily le accompagnò nel salotto dove un'orda di gente che Lorelai riconosceva appena faceva avanti e indietro dalla sala da pranzo addobbata per un party.
"Ecco a voi." la donna porse alle ragazze un bicchiere ciascuno.
"Mamma.."
"E' analcolico." sussurrò all'orecchio di Lorelai. "Mi sembra il momento giusto." e corse via affianco al camino dove Richard conversava con due suoi clienti con un bicchiere di Whisky in mano.
"Sookie!" urlò Rory notando la donna alla sua destra.
"Sookie, Jackson.. che cosa ci fate qui?" continuò Lorelai disorientata.
"Tua madre ci ha invitati, ha detto che c'è qualcosa di importante da annunciare." sembrava divertita.
"Tua madre ha un bellissimo giardino, Lorelai. Ci coltiva qualcosa?"
"Grazie Jackson, solo il suo spregevole odio verso di me e per l'umanità che non è alla sua altezza. Mi chiedo perché abbia invitato anche voi." Si rivolse a Sookie.
"Perché non siamo alla sua altezza?" Jackson si sentì ferito.
"No ragazzi, non intendevo questo, lo sapete. Volevo solo evitarvi la tana del bianconiglio." Diede una pacca alla sulla spalla dell'uomo e sorrisero.
"Vorrei un momento d'attenzione per favore." La gente si radunò intorno a Emily che parlava e Richard che era al suo fianco. "Vorremmo annunciarvi la nostra unica figlia Lorelai Gilmore è in dolce attesa!' indicò la donna con la mano.
La folla iniziò ad applaudire e a fare gli auguri ai due padroni di casa, mentre a giudicare dalla bocca aperta di Lorelai e dallo sguardo sconvolto di Rory e due suoi amici stava cadendo il gelo nella stanza.

"Mamma che cosa significa?" Rory aveva incrociato le braccia e la guardava in modo triste più che arrabbiato, oh ma lo era.
"Ne parliamo dopo tesoro." poggiò una mano sulla mano della figlia guardando tutti e tre poi sfuggì via per seguire la madre.
"Oh Lorelai! Vorrei presentarti Ginnie e Margaery, sono con me nel DAR."
"Congratulazioni Lorelai." le due donne sorrisero alzando il loro calice e poi sparirono alle sue spalle.
"Mamma.."
"Dì al tuo fidanzato che è davvero maleducato da parte sua non rispondere agli inviti. Ho anche chiamato a quella sua tavola calda e mi ha risposto un uomo scortese che non aveva idea di chi fossi. Suppongo che non gli abbia lasciato un messaggio. Fammi sapere comunque quando è disponibile suppongo che dovremmo parlare dei dettagli del matrimonio."
"Matrimonio?"
"Certo il matrimonio. Quando si ha un bambino ci si sposa Lorelai" La donna la scimmiottò conoscendo questa frase a memoria.
"Come ti sei permessa?"
"A fare cosa?" sembrava davvero perplessa.
"Hai detto a tutti la notizia senza prima consultarti con me!"
"Su che cosa dovevo consultarmi con te Lorelai, il colore delle stoviglie?"
"Non l'avevo ancora detto a Rory, a Luke, ai miei amici che hai invitato senza consultarmi perché tu non hai pensato, non hai pensato minimamente a cosa io volessi come hai sempre fatto."
"Beh, scusami Lorelai se sono così felice della notizia da volerla condividere con i miei amici e speravo saresti stata anche tu così felice da condividerla con i tuoi."
"Ma non così mamma! Era una cosa intima di cui avrei dovuto parlare prima di annunciarlo al mondo in una sala piena di gente che non conosco e a cui non cambierà di certo la vita."
"Solo ora inizio a notare che non c'è alcuna differenza in te anche con gli ormoni della gravidanza, sei sempre la solita presuntuosa e maleducata!" Iniziò ad incamminarsi verso la cucina. "'Intima' come se non facessimo anche noi parte della famiglia, della tua vita. Quando sei venuta qui pensavo.."
"A cosa pensavi? Che avessi il permesso di annunciare la notizia in televisione?" Alzò le spalle e le braccia improvvisamente. "Avevo solo bisogno di un posto dove andare che non fosse Stars Hollow, tutto qui."
"Si, è tutto qui." e uscì nuovamente dalla stanza.
Lorelai tornò da Rory e i suoi due amici pronti a esplodere da un momento all'altro pur di avere una conferma e altre informazioni. Non era quello il luogo per continuare a parlare e l'aria era decisamente soffocante. Uscirono fuori e a Lorelai sembrò di non aver mai preso una boccata d'aria così grande. Era come se fosse stata sott'acqua.
Nessuno disse una parola per tre, quattro minuti poi Sookie scoppiò a piangere.
"Sookie che cosa c'è tesoro.?" abbracciò la donna mentre singhiozzava nel vialetto.
"Tu.. Luke.. Il bambino." si avvicinò alla sua pancia "oh mio dio!"
"Respira Sookie."
"Congratulazioni Lorelai, domani farò i miei auguri a Luke." disse Jackson sorridente.
"Oh a proposito, non dite nulla a Luke, ancora non ho avuto l'occasione di dirglielo."
"Oh no." si agitò Sookie. "Oh no no no. Perché non gliel'hai detto? Hai intenzione di scappare? Come con Max?"
"No Sookie, glielo dirò appena si presenterà l'occasione."
"No fughe."
"No fughe." ripeté.
"Ci vediamo domani a pranzo, devi raccontarmi tutto." Era ancora molto agitata, salutarono e andarono via.
Rory incrociò le braccia nel buio del giardino. Aveva quella faccia, la faccia di quando sta per rimproverarti, quella di quando ti ha beccato in fragrante a fare qualcosa che non dovresti.
Lorelai non sapeva cosa dire.
"Allora era vero. Perché non me l'hai detto?" sembrò più rilassata ma allo stesso tempo dispiaciuta.
"Volevo, ma prima dovevo convincere me stessa che è tutto vero. Ho dovuto fare quattro chiacchiere con lei, era ancora scioccata, ma dopo un caffè l'ho fatta ragionare." fece un sorriso vuoto.
Rory posò entrambe le braccia sulle spalle della madre. "E' una cosa per cui essere felice mamma." poi l'abbracciò ma la lasciò subito. "Non posso crederci che la nonna l'ha saputo prima di me."
"Hai ragione, mi farò perdonare facendo pipì sul bastoncino di un ghiacciolo per te."
Lorelai mise il braccio intorno alla spalla della figlia ed entrarono in auto.

Avanti e indietro. Lorelai faceva avanti e indietro ossessivamente davanti a locale di Luke.
"Zucchero! Cosa stai aspettando?" Babette fece sobbalzare la donna.
"Ehm io..Kirk!" Lorelai prese per il braccio l'uomo disorientato. "Dovevo parlare con Kirk."
"Dovevi parlare con me?"
"Ehm, Kirk dovevamo parlare dolcezza, non ricordi?" si aggiustò il ciuffo sulla fronte.
"Come mai tutti qui?" Patty si infilò nella conversazione
"Lorelai doveva parlare con Kirk." rispose Babette
"Signori cos'è tutto questo traffico? si palesò anche Taylor.
"Ma che sta succedendo?" Luke spalancò la porta del locale con uno strofinaccio in mano
"Secondo un'antica legge di Stars Hollow non si poteva sostare davanti alle porte dei locali per troppo tempo, si rischiava di bloccare il passaggio alle barelle adibite al trasporto di lebbrosi."
"Taylor siamo nel 2000 ormai." rispose Lorelai
"L'unico passaggio che bloccate è quello per i miei clienti." Luke si stava già spazientendo come al suo solito.
"Luke posso avere un caffè da portar via?"
"Entra nel locale." "Ma sono già fuori."
"Luke dovresti mettere dei tavolini qui fuori." esordì Babette e Patty annuì.
"Non è così facile, ci vogliono i permessi, questo è suolo pubblico." precisò Taylor.
"La mamma dice di non stare troppo per strada. I gas di scarico delle auto mi irritano la pelle." concluse Kirk che annusava per aria prima di entrare spaventato all'interno del locale.
Nel frattempo Luke era rientrato ed era uscito con in mano un bicchiere di caffè per Lorelai. Scese le scale e glielo porse. "Sei molto impegnata oggi?"
Lei bevve un sorso. "Molto. Devo tornare alla locanda, ciao." si girò improvvisamente e camminò verso la jeep.
Luke rimase perplesso. Non era solito badare a certi comportamenti di Lorelai. Lei era così, un minuto c'era e il minuto dopo era già sparita, ma parlava a mille all'ora mentre ultimamente non gli parlava quasi più. Era strano persino per Lor.

"Rory? Hai visto tua madre?"
La ragazza non era solita ricevere chiamate da Sookie e ancora meno quando si trovava al campus. "Perché non è alla locanda?"
"Dovevamo pranzare insieme ma non è ancora arrivata, nemmeno stamattina. Le ho preparato il mio pollo fritto le piace tanto e le tortine alla ciliegia. Jackson ha racconto delle ciliege bellissime quest'anno."
"Sono sicura che starà arrivando Sookie, aveva un sacco di cose da fare oggi." Rory sorrise come se Sookie potesse vederla e tranquillizzarsi.
Immediatamente compose il numero della madre e Lorelai rispose.
"Mi ha chiamata Sookie in preda al panico perché non ti sei fatta vedere da stamattina." la sgridò con tono di madre.
"Ha ragione, ha ragione! Avrei dovuto chiamarla ma stamattina tra Kirk e Taylor e i suoi lebbrosi sai, poi avevo tante commissioni da fare che mi sono dimenticata di avvisare Sookie che avrei fatto tardi." Lorelai era ancora al volante della sua jeep.
"Hai già parlato con Luke?"
"Ehm no non ancora, sto organizzando."
"Portalo alle giostre, potrebbe distrarsi." la fece sorridere. "Luke non è molto una persona molto affettuosa, specialmente con i bambini, ma sarebbe figlio suo, sarebbe diverso. Ricordi quando ha preparato quella torta al caffè e le caramelle gommose per il mio diploma delle elementari. Ero fissata per le caramelle gommose. Luke è una brava persona."
"Lo so tesoro, la mia ossessione per le caramelle gommose non è mai finita."
"Richiama Sookie e parla con Luke."
"C'e altro che devo fare signora?"
"Per il momento è tutto." rispose con un'aria signorile. "ci sentiamo dopo."
Lorelai lasciò cadere il cellulare sul sedile del passeggero dando una veloce occhiata alla borsa posata su di esso. Un borsone a dir la verità, di color rosso. Non stava tornando alla locanda, né aveva delle commissione da svolgere. Lorelai era già lontana dai suoi problemi di Stars Hollow. Per la prima volta quella non era più casa, non era più un posto sicuro per la sedicenne che era il lei. Stava solo scappando da sé stessa, ancora una volta.
"Ciao." sussurò affannata davanti alla porta della casa.
"Ciao Lorelai." Christopher era sorpreso nel vederla lì. Non si era fatta più sentire, né vedere dopo quello che era successo al matrimonio ma ne era comunque felice.
"Ho bisogno di un amico."
Christopher non disse una parola e chiuse e spalle dietro alla donna accettando di farla entrare assieme al suo bagaglio emotivo. Tutto quello che stava succedendo alle orecchie di Lorelai pareva come una melodia già sentita e improvvisamente si sentì costretta a ripetere le sue stesse azioni ed insieme quelli che in quel momenti furono i suoi più grossi sbagli.